Un passo alla volta

Non so se il mio agire sia sempre giusto,se il mio reagire sappia trovare la misura,se il mio modo di affrontare le cose sia davvero quello migliore. So soltanto che, se il mio modo di essere fa stare meno bene chi amo,allora devo avere il coraggio di cambiarlo. Forse ho sempre credutoche correre incontro ai problemifosse il modo più veloce per lasciarseli alle spalle.Che anticiparli, prevederli, cercare di risolverli prima ancora che arrivinopotesse impedire loro di fare male. E invece, a volte, la fretta di sistemare tuttofinisce per scompigliare ancora di più le cose. L’ansia di trovare una soluzioneprima ancora … Continua a leggere Un passo alla volta

Che non accada più

https://www.google.com/amp/s/www.rainews.it/amp/articoli/2026/09/che-non-accada-piu-il-dolore-del-padre-di-lorena-diventa-un-appello-alla-politica-85536d62-b807-425c-8b57-010190a5c82b.html Ci sono dolori davanti ai quali le parole sembrano non bastare.Ma quelle pronunciate dal papà di Lorena hanno un peso diverso. Perché dentro il suo dolore c’è una richiesta precisa alla politica e alle istituzioni: che una tragedia come questa non venga archiviata insieme alle altre, tra indignazione, dichiarazioni e minuti di silenzio. “Che non accada più” non può essere soltanto il titolo di un appello.Deve diventare una responsabilità politica. Perché ogni volta che una donna viene uccisa non possiamo limitarci a contare una vittima in più. Dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa non ha funzionato, quali segnali … Continua a leggere Che non accada più

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E adesso, chi tiene la mano a noi? La fragilità di chi ha bisogno di cura e di chi si prende cura.

Ha senso vedere chi ti ha messo al mondo non ricordare più chi sei? Ha senso vedere chi ti ha aiutato a compiere i primi passi non riuscire più a compiere i suoi? Inciampare, faticare anche solo ad alzarsi da una sedia o dal letto? Ha senso sentire il dolore che provano per ogni richiesta a cui non si può rispondere, per ogni minuto in cui non si può essere al loro fianco, per ogni diniego, per ogni difficoltà che non si riesce ad affrontare perché una politica e un welfare incapaci di sostenere e supportare davvero lasciano spesso sole … Continua a leggere E adesso, chi tiene la mano a noi? La fragilità di chi ha bisogno di cura e di chi si prende cura.

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Scrittura autobiografica attraverso le carte Dixit

Come possiamo iniziare a raccontare una parte della nostra storia quando non troviamo le parole? A volte può essere utile partire da qualcosa che, apparentemente, con le parole non ha nulla a che fare: un’immagine. Le carte Dixit, con le loro illustrazioni evocative, oniriche e simboliche, possono diventare uno stimolo interessante per accompagnare un percorso di scrittura autobiografica. Una carta non racconta una storia in modo univoco. La stessa immagine può suscitare associazioni completamente diverse in persone diverse: può richiamare un ricordo, una persona, un momento della propria vita, un’emozione oppure qualcosa che non avevamo ancora messo a fuoco. È … Continua a leggere Scrittura autobiografica attraverso le carte Dixit

EDUCATORI, LAVORO EDUCATIVO ED ESTATE EDUCATIVA: UNA RIFLESSIONE IN QUATTRO ARTICOLI

In questi ultimi mesi, su questo blog, ho provato a raccontare una condizione lavorativa e professionale che riguarda sempre più persone: quella degli educatori, delle educatrici e di tutti i professionisti del sociale. Il mio lavoro, la mia professione. I servizi educativi durante i mesi estivi, non si fermano, anzi, spesso aumentano le necessità, cambiano i ritmi,  moltiplicano le attività e le responsabilità. Eppure, mentre si parla di centri estivi, servizi per minori, assistenza, inclusione e progettualità educative, troppo spesso si dimentica una cosa fondamentale: dietro ogni servizio ci sono educatrici ed educatori, persone, professionisti, lavoratori. E sempre più spesso … Continua a leggere EDUCATORI, LAVORO EDUCATIVO ED ESTATE EDUCATIVA: UNA RIFLESSIONE IN QUATTRO ARTICOLI

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Quando le storie diventano ponti tra generazioni.

Entrare in una scuola con il proprio libro tra le mani fa sempre un certo effetto. Ma quando quel libro è Il diario del piccolo Mario, ogni incontro assume un significato ancora più profondo. Guardare negli occhi gli studenti, ascoltare le loro domande, percepire il loro silenzio nei momenti più intensi e vedere nascere riflessioni sincere è il regalo più grande che un autore possa ricevere. In quei volti ho rivisto il senso del percorso che mi ha portato a scrivere questa storia: dare voce a emozioni, ricordi e valori che meritano di essere condivisi. Non sono andato al Carlo … Continua a leggere Quando le storie diventano ponti tra generazioni.

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Quando esce il seguito del Diario del piccolo Mario?

Già ho firmato. 💣 Me l’avete chiesto tantissime volte.A ogni presentazione.A ogni incontro.Via mail, al telefono, nei messaggi… perfino con una lettera.“Sì, proprio così.”Me l’hanno chiesto ragazzi e ragazze, professoresse e professori, lettrici e lettori, miei coetanei e persone che hanno vissuto gli anni ’80:“Rocco, quando esce Il seguito del diario del piccolo Mario?” Lo stavate aspettando.E oggi ho firmato il contratto.Si parte con l’editing.Adesso tenetevi pronti perché:The story isn’t over… Mario is back Sempre con la casa editrice più Underground, anzi, molto Underground e con punto di domanda:Edizioni Underground? ❤️ https://www.edizioniunderground.it/ Continua a leggere Quando esce il seguito del Diario del piccolo Mario?

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Farsi presenza

Educare non è spiegare, né guidare dall’alto.
È fare spazio, abitare la relazione, accompagnare senza sostituirsi.
Questo testo nasce da una riflessione sul lavoro educativo come presenza attiva:
uno stare accanto che sa attendere, mediare, credere,
fino a quando l’altro può scegliere la propria strada.
Perché l’obiettivo non è il successo,
ma l’autonomia.
E perché nessuno dovrebbe sentirsi ultimo. Continua a leggere Farsi presenza

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Due storie, due vite, due percorsi interiori: “Il diario del piccolo Mario”e “Discografia evolutiva”.

Nella vita svolgo la professione dell’educatore, ma amo scrivere, creare e narrare storie.Le scrivo perché sento il bisogno di raccontare ciò che spesso resta sospeso tra … Continua a leggere Due storie, due vite, due percorsi interiori: “Il diario del piccolo Mario”e “Discografia evolutiva”.

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Gli anni 80 e l’entrata nell’adolescenza

Quando ho scritto “Il diario del piccolo Mario” avevo in testa di provare a rendere omaggio a un mondo che chi stava scrivendo, aveva conosciuto bene e al quale è rimasto molto affezionato. Attenzione, non volevo, fosse o risultasse, a chi lo avrebbe letto, un’operazione nostalgica o addirittura un’operazione di paragone fra quel mondo e quel modo di vivere rispetto a quello odierno. No, proprio no! Quello che mi ero proposto, creando la storia e il protagonista, era provare a condurre con l’immaginario, dentro quel microcosmo, dentro la Milano di quella precisa istantanea che avevo in mente e magari, da … Continua a leggere Gli anni 80 e l’entrata nell’adolescenza