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Il diario del piccolo Mario: un libro tra adolescenza, scuola e vita”

“Il diario del piccolo Mario” è un libro ambientato nella Milano degli anni ’80, che racconta in forma di diario il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Attraverso un linguaggio semplice, diretto e autentico, il libro affronta temi come crescita personale, emozioni, cambiamenti e vita scolastica, risultando particolarmente adatto come lettura per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Sempre più docenti lo propongono come lettura educativa, anche in vista delle letture estive, grazie alla sua capacità di coinvolgere gli studenti e stimolare riflessione e confronto. Continua a leggere Il diario del piccolo Mario: un libro tra adolescenza, scuola e vita”

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Non sono mai lo stesso

Non sono mai lo stesso racconta un incontro intimo con la sconfitta, lontano dai momenti epici e vicino alla quotidianità. Il protagonista la riconosce, la affronta e la mette in discussione, scoprendo che non è solo un limite ma anche uno specchio dei propri tentativi, delle cadute e delle trasformazioni. Attraverso un dialogo silenzioso, emerge una verità: ogni caduta cambia chi siamo, e ogni volta che ci rialziamo non siamo più gli stessi. La sconfitta non sparisce, ma perde forza di fronte alla capacità di rinascere. Continua a leggere Non sono mai lo stesso

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Il telegiornale delle buone notizie

E se per un giorno il telegiornale decidesse di raccontare solo buone notizie?

Nel testo Il telegiornale delle buone notizie, immagino di entrare nelle case di tutti non per parlare di paura o di conflitti, ma per annunciare qualcosa di diverso: bambini che vengono ascoltati, adulti che imparano a cambiare, anziani che tornano a giocare e a condividere la loro saggezza.

È un invito semplice ma potente: restituire spazio alla bellezza, alla gentilezza e alle piccole notizie positive che spesso non trovano posto nei titoli dei giornali.

Perché forse il cambiamento può iniziare proprio così: raccontandoci ogni giorno, gli uni agli altri, una buona notizia.

Buona lettura.

#buonenotizie #educatorenarratore
#cambiareilmondo #educazione #bambini Continua a leggere Il telegiornale delle buone notizie

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Farsi presenza

Educare non è spiegare, né guidare dall’alto.
È fare spazio, abitare la relazione, accompagnare senza sostituirsi.
Questo testo nasce da una riflessione sul lavoro educativo come presenza attiva:
uno stare accanto che sa attendere, mediare, credere,
fino a quando l’altro può scegliere la propria strada.
Perché l’obiettivo non è il successo,
ma l’autonomia.
E perché nessuno dovrebbe sentirsi ultimo. Continua a leggere Farsi presenza

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Due storie, due vite, due percorsi interiori: “Il diario del piccolo Mario”e “Discografia evolutiva”.

Nella vita svolgo la professione dell’educatore, ma amo scrivere, creare e narrare storie.Le scrivo perché sento il bisogno di raccontare ciò che spesso resta sospeso tra … Continua a leggere Due storie, due vite, due percorsi interiori: “Il diario del piccolo Mario”e “Discografia evolutiva”.

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Gli anni 80 e l’entrata nell’adolescenza

Quando ho scritto “Il diario del piccolo Mario” avevo in testa di provare a rendere omaggio a un mondo che chi stava scrivendo, aveva conosciuto bene e al quale è rimasto molto affezionato. Attenzione, non volevo, fosse o risultasse, a chi lo avrebbe letto, un’operazione nostalgica o addirittura un’operazione di paragone fra quel mondo e quel modo di vivere rispetto a quello odierno. No, proprio no! Quello che mi ero proposto, creando la storia e il protagonista, era provare a condurre con l’immaginario, dentro quel microcosmo, dentro la Milano di quella precisa istantanea che avevo in mente e magari, da … Continua a leggere Gli anni 80 e l’entrata nell’adolescenza

Parole di bellezza

Voglio chiudere questo 1° Maggio con le parole di questo immenso uomo e poeta dette in diretta al concerto del 1° maggio a Roma: “Vorrei dedicare quest’ultima canzone a una categoria molto particolare di lavoratori: agli artisti, ai musicisti e ai lavoratori dello spettacolo, praticamente a tutti noi che siamo qui davanti a voi. Per ricordarci del senso di responsabilità che abbiamo quando scegliamo di scrivere o cantare delle cose, perché le parole che usiamo possono essere dei detonatori di individualismo, aggressività e violenza, come allo stesso tempo degli amplificatori di sensibilità di attenzione all’altro e di pace. E forse … Continua a leggere Parole di bellezza