
Voglio chiudere questo 1° Maggio con le parole di questo immenso uomo e poeta dette in diretta al concerto del 1° maggio a Roma:
“Vorrei dedicare quest’ultima canzone a una categoria molto particolare di lavoratori: agli artisti, ai musicisti e ai lavoratori dello spettacolo, praticamente a tutti noi che siamo qui davanti a voi. Per ricordarci del senso di responsabilità che abbiamo quando scegliamo di scrivere o cantare delle cose, perché le parole che usiamo possono essere dei detonatori di individualismo, aggressività e violenza, come allo stesso tempo degli amplificatori di sensibilità di attenzione all’altro e di pace. E forse credo che mai come in questo momento storico la pace vada raccontata e vada praticata.”
Niccolò Fabi
Parole che pesano, che contano.
La grandezza sta proprio qui: nella consapevolezza e nella responsabilità di ciò che si sceglie di dire e di scrivere.
Non potrei essere più d’accordo.
Grazie Niccolò.
P.s.
La canzone è “Solo un uomo”:

