In questi ultimi mesi, su questo blog, ho provato a raccontare una condizione lavorativa e professionale che riguarda sempre più persone: quella degli educatori, delle educatrici e di tutti i professionisti del sociale. Il mio lavoro, la mia professione.
I servizi educativi durante i mesi estivi, non si fermano, anzi, spesso aumentano le necessità, cambiano i ritmi, moltiplicano le attività e le responsabilità.
Eppure, mentre si parla di centri estivi, servizi per minori, assistenza, inclusione e progettualità educative, troppo spesso si dimentica una cosa fondamentale: dietro ogni servizio ci sono educatrici ed educatori, persone, professionisti, lavoratori.
E sempre più spesso questi professionisti non si trovano oppure sono stanchi, demoralizzati e spesso in bornout
Una riflessione che parte dall’estate educativa e arriva molto più lontano.
Perché se ogni anno ci chiediamo dove trovare nuovi educatori, forse dovremmo iniziare a chiederci anche:
Perché così tanti educatori fanno sempre più fatica a restare a svolgere questa professione?
Che cosa sta succedendo al lavoro educativo e sociale?
Quanto potrà ancora reggere un sistema che chiede sempre di più a professionisti sempre più precari e meno riconosciuti?
In questi quattro articoli ho provato ad affrontare il tema da prospettive diverse:
– La ricetta per trovare educatori? Questa…
Una provocazione, ma anche una possibile risposta alla difficoltà sempre più evidente di trovare educatori.
https://storiequalunque.com/2026/07/01/la-ricetta-per-trovare-educatori-questa/
– Estate educativa: il tempo sospeso degli educatori professionali
Perché anche durante l’estate l’educazione continua ad avere bisogno di professionalità, competenze e riconoscimento.
https://storiequalunque.com/2026/06/03/estate-educativa-il-tempo-sospeso-degli-educatori-professionali/
– Se gli educatori, ma anche tutti i lavoratori del sociale, smettessero di lavorare?
Una domanda forse scomoda, ma necessaria.
– Educatrici, educatori e professionisti del sociale: siamo diventati una specie rara?
Quando una professione fondamentale diventa sempre più difficile da sostenere.
Quattro articoli, un unico tema.
La necessità di tornare a parlare seriamente di lavoro educativo, dignità professionale, salari, precarietà, riconoscimento e futuro dei servizi sociali ed educativi.
Perché forse il problema non è soltanto:
“Dove troviamo gli educatori?”
Ma anche:
“Che cosa si sta facendo per permettere agli educatori di restare a svolgere la professione ?”
Rocco Carta – Educatore narratore

