
Storie da leggere, raccontare, condividere
La biblioteca delle storie di Rocco Carta, educatore narratore.
Io sono Rocco Carta, educatore narratore, e questa pagina nasce per raccogliere alcuni dei miei racconti dedicati a bambini e ragazzi, già pubblicato qui sul blog.
Sono storie nate dalla fantasia, dall’esperienza educativa, dall’osservazione delle persone e dalla voglia di provare, attraverso la narrazione, a guardare il mondo con occhi un po’ diversi.
Qui troverete racconti da leggere a casa, in famiglia, in biblioteca, nei gruppi educativi e a scuola.
Perché una storia non finisce necessariamente quando arriviamo all’ultima riga.
A volte è proprio lì che comincia.
Comincia una domanda.
Una discussione.
Un’immagine.
Un ricordo.
Un’idea.
O magari una nuova storia.
LE STORIE
La città senza colori
Una città senza colori.
Una bambina.
Una porta.
E un mondo da scoprire.
La città senza colori è un racconto pensato per bambini e ragazzi e può diventare un’occasione per parlare di diversità, incontro, accoglienza e di tutto ciò che può accadere quando abbiamo il coraggio di attraversare una porta che non avevamo mai notato.
Perché leggerla a scuola:
può essere un punto di partenza per parlare di:
diversità;
inclusione;
amicizia;
accoglienza;
paura di ciò che non conosciamo;
valore delle differenze.
Dopo la lettura
Prova a chiedere ai bambini:
Quali colori mancano nella nostra classe?
E ancora:
Se potessi aggiungere un colore al mondo, quale sceglieresti? E perché?
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2026/08/20/la-citta-senza-colori-racconto-bambini/
Storia della Signora Solidarietà
Questa è una storia che amo particolarmente.
È il racconto di un nonno che racconta ai suoi nipoti di una misteriosa signora che attraversava le strade, salutava tutti e sembrava comparire proprio quando qualcuno aveva bisogno.
La sua particolarità?
Sapeva vedere le persone.
Soprattutto quelle che gli altri rischiavano di non vedere.
La sua identità viene finalmente svelata:
si chiamava Solidarietà.
Il racconto parla di persone sole, anziani, bambini, persone senza cibo o senza lavoro e, soprattutto, della possibilità che ognuno di noi possa accorgersi del bisogno dell’altro e fare qualcosa.
Età consigliata:
Bambini e ragazzi, lettura condivisa anche con gli adulti.
Temi:
solidarietà;
aiuto reciproco;
empatia;
attenzione verso l’altro;
inclusione;
comunità;
gentilezza;
partecipazione.
Un’attività per la classe:
Dopo aver letto la storia, chiediamo:
“Dove possiamo incontrare oggi la Signora Solidarietà?”
Ogni bambino può scrivere o disegnare un gesto concreto di solidarietà che potrebbe compiere durante la settimana.
Poi si raccolgono tutti i gesti in una sorta di:
“Mappa della Solidarietà”
Perché la solidarietà non è soltanto una parola.
È qualcosa che possiamo fare.
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2019/11/27/storia-della-signora-solidarieta/
Il telegiornale delle buone notizie
E se, per una volta, il telegiornale decidesse di raccontare soprattutto ciò che di bello accade intorno a noi?
Il telegiornale delle buone notizie nasce da questa idea e invita a cambiare prospettiva: fermarsi, osservare e provare a dare valore anche alle piccole cose positive che accadono ogni giorno.
Spunto per la scuola:
Dopo aver letto il racconto, la classe può trasformarsi in una vera redazione.
Dividetevi in piccoli gruppi e chiedete:
“Quali buone notizie sono accadute oggi nella nostra scuola?”
Può essere qualcosa di piccolissimo:
un compagno che ha aiutato qualcuno;
un litigio che è stato risolto;
una persona che ha fatto sorridere un’altra;
un gesto gentile.
Alla fine si può realizzare:
IL TG DELLE BUONE NOTIZIE DELLA CLASSE
LEGGI IL RACCONTO:
https://storiequalunque.com/2026/03/23/il-telegiornale-delle-buone-notizie/
Se fossi il custode delle parole
Le parole possono essere leggere.
Possono fare sorridere.
Possono ferire.
Possono abbracciare.
Possono aprire porte.
E possono anche rimanere dentro di noi per moltissimo tempo.
Se fossi il custode delle parole nasce proprio intorno a questa possibilità: immaginare cosa significherebbe avere il compito di custodire le parole e, soprattutto, imparare a prestare attenzione alle parole degli altri.
Spunti per la discussione:
Qual è una parola che ti fa stare bene?
Qual è una parola che non vorresti mai sentirti dire?
Quale parola vorresti regalare oggi a qualcuno?
Ci sono parole che possono essere più importanti dei regali?
Attività
Ogni bambino sceglie una parola che vorrebbe salvare e custodire.
La scrive su un foglio.
Tutti i fogli vengono raccolti in una scatola.
Nasce così:
LA SCATOLA DELLE PAROLE PREZIOSE
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2026/03/25/se-fossi-il-custode-delle-parole/
Se fossi il creatore dei sorrisi
E se avessimo un mestiere davvero speciale?
Non il medico.
Non il pilota.
Non il calciatore.
Ma il creatore di sorrisi.
Una storia che può diventare una piccola occasione per riflettere sul valore dei gesti semplici e sulla possibilità che abbiamo, ogni giorno, di modificare anche solo un po’ la giornata di qualcun altro.
Dopo la lettura:
La domanda potrebbe essere semplicissima:
“Cosa posso fare oggi per regalare un sorriso?”
Ogni bambino può scrivere una risposta.
Poi si può provare a trasformarla in realtà.
Perché un sorriso raccontato è bello.
Un sorriso fatto è ancora meglio.
Piccola sfida
Per un giorno, la classe prova a diventare una:
FABBRICA DI SORRISI.
Alla fine della giornata si raccontano le “missioni” compiute.
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2026/03/31/se-fossi-il-creatore-dei-sorrisi/
Se fossi il sindaco del tempo
Se avessi la possibilità di governare il tempo, cosa cambieresti?
Fermeresti l’orologio?
Allungheresti le giornate?
Rallenteresti alcune ore?
Regaleresti più tempo alle persone?
Se fossi il sindaco del tempo può diventare un’occasione per parlare con bambini e ragazzi di un’esperienza che appartiene a tutti:
il tempo che passa.
Domande per la classe:
Cosa vorresti fare se avessi un’ora in più ogni giorno?
A chi regaleresti un po’ del tuo tempo?
Qual è il momento della giornata che vorresti durasse di più?
Qual è invece quello che vorresti accorciare?
Attività:
Immaginiamo che domani ogni bambino riceva in regalo un’ora di tempo.
Come la utilizzerebbe?
Le risposte possono diventare una piccola raccolta:
“L’ora che vorrei”
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2026/04/06/se-fossi-il-sindaco-del-tempo/
Se fossi il guardiano del buio
Il buio può fare paura.
Ma il buio può anche essere notte, silenzio, immaginazione, riposo e spazio per i sogni.
Se fossi il guardiano del buio parte da questa immagine e può diventare un’occasione per parlare con bambini e ragazzi delle loro paure e del modo in cui le guardiamo.
Dopo la lettura, una domanda:
“Se il buio potesse parlare, cosa ci racconterebbe?”
Oppure:
“Se tu fossi il guardiano del buio, cosa proteggeresti?”
Attività:
Ogni bambino può disegnare qualcosa che normalmente associa al buio.
Poi, accanto al disegno, può aggiungere una cosa che nel buio invece gli piace.
Perché a volte cambiare il modo in cui guardiamo una cosa significa anche cambiare ciò che quella cosa ci fa sentire.
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2026/04/07/se-fossi-il-guardiano-del-buio/
Il gioco del “Se”
E se potessimo cambiare qualcosa semplicemente iniziando una frase con:
“Se…”
Questo racconto parte proprio da questa parola.
Una parola piccola, ma capace di aprire una quantità infinita di possibilità.
“Se…”
Se potessi cambiare una cosa nella mia scuola…
Se potessi aiutare una persona…
Se potessi cambiare una cosa nel mio quartiere…
Se potessi regalare qualcosa a tutti…
Se potessi rendere il mondo un po’ più bello…
Attività per la classe:
Trasformiamo il “Se” in un gioco.
Ogni bambino completa una frase.
Poi la classe sceglie alcune idee e prova a capire:
“Quale di queste possiamo davvero realizzare?”
Perché immaginare un cambiamento è importante.
Ma provare a realizzarlo lo è ancora di più.
LEGGI IL RACCONTO
https://storiequalunque.com/2025/10/14/il-gioco-del-se/
INCIPIT
Ogni storia comincia da qualche parte.
A volte da una parola.
A volte da un’immagine.
A volte da una domanda.
A volte da un semplice:
“E se…?”
Questa sezione nasce proprio da questa idea: l’incipit, l’inizio di qualcosa che ancora non sappiamo dove ci porterà.
LEGGI “INCIPIT”
https://storiequalunque.com/2026/03/23/incipit/
PER INSEGNANTI ED EDUCATORI
Queste storie non nascono come semplici “strumenti didattici”.
Nascono, prima di tutto, come storie.
Ed è proprio questo il loro punto di partenza.
Una storia può essere letta senza dover necessariamente spiegare qualcosa.
Può essere semplicemente ascoltata.
Può far ridere.
Può commuovere.
Può lasciare una domanda.
Può non piacere.
Può generare una discussione.
E qualche volta può persino far nascere un’altra storia.
Per questo credo che la narrazione abbia un posto importante anche nei contesti educativi.
Non perché ogni storia debba insegnare una lezione.
Ma perché raccontare e ascoltare storie significa anche incontrare punti di vista, emozioni, possibilità e domande.
COME UTILIZZARE QUESTE STORIE A SCUOLA
Una storia può essere utilizzata in molti modi:
Lettura ad alta voce
L’insegnante legge il racconto senza interromperlo.
Alla fine si lascia qualche minuto di silenzio.
Poi si ascoltano le impressioni dei bambini.
Conversazione
Non necessariamente domande con una risposta giusta.
Piuttosto:
“Tu cosa ne pensi?”
“Cosa avresti fatto?”
“Ti è mai capitato?”
“Cosa cambieresti?”
Disegno:
Un personaggio.
Un luogo.
Un finale alternativo.
Un oggetto della storia.
Un’emozione.
Scrittura
“Continua tu la storia.”
“Scrivi un finale diverso.”
“Racconta la stessa storia dal punto di vista di un altro personaggio.”
Teatro
Una storia può diventare una piccola rappresentazione.
Oppure una lettura animata.
Oppure ancora una scena improvvisata.
Dalla storia alla realtà
È forse l’attività che amo di più.
Chiedersi:
“Quello che abbiamo letto può diventare qualcosa che facciamo davvero?”
PERCHÉ RACCONTARE
Credo che raccontare storie ai bambini significhi anche avere fiducia nella loro capacità di immaginare.
E credo che ascoltarli sia altrettanto importante.
Perché spesso gli adulti raccontano ai bambini come dovrebbe essere il mondo.
Le storie, invece, possono permettere ai bambini di raccontarci come potrebbe essere.
Ed è forse proprio lì che comincia l’educazione.
UNA STORIA PUÒ CONTINUARE ANCHE DOPO L’ULTIMA PAGINA
Se sei un insegnante, un educatore, un genitore o semplicemente qualcuno che ama le storie, spero che questa raccolta possa offrirti qualche momento di lettura, qualche domanda e magari qualche idea.
Scegli una storia.
Leggila.
Ascolta quello che succede dopo.
Perché non sempre il finale è davvero la fine.
A volte è soltanto l’inizio di un’altra storia.
Rocco Carta
Educatore narratore
Storie Qualunque
Racconti, parole e storie per provare a guardare il mondo con occhi un po’ diversi.

