
È il Primo Maggio
la festa dei lavoratori.
Dignità, salari garantiti e adeguati al costo della vita, sicurezza sul lavoro, lavoro per tutti sono parole che dobbiamo avere nel cuore e diritti che dobbiamo ottenere e difendere.
È il Primo Maggio,
di mestiere faccio l’educatore e in questa festa, in questa giornata importante voglio pensare e raccontare delle tante difficoltà che la nostra professione ancora si trova ad avere.
È vero, anche altre categorie e mestieri non se la passano bene, ma voglio puntare il focus sulla nostra attività.
Ruolo professionale che merita ancora il giusto riconoscimento e la giusta dignità.
Ruolo professionale che subisce continui tagli nel sociale da parte di comuni, regioni e Stato a fronte di richieste sempre più alte da parte di utenti e famiglie richiedenti interventi di cui non possono e non potrebbero fare a meno, tagli che danneggiano tutte queste persone e danneggiano noi lavoratori, lasciandoci spesso in un limbo di attese per sapere se e quando potremo iniziare i nostri interventi o se potremo portarli a termine.
Ruolo professionale a cui molte e molti giovani arrivano con grande passione e grandi motivazioni, dopo anni di studio e formazione, subito delusi da mille problematiche e da salari ingiusti e fra i più bassi in circolazione. Ruolo che molti abbandonano dopo essersi scontrati con una realtà che non era quella agognata
È così, lo dico io che svolgo questa professione da venticinque anni, amando il lavoro educativo ma ponendomi tanti dubbi e tante domande, perché anche io (ma anche tante colleghe e colleghi che svolgono questo lavoro anche da più anni del sottoscritto) dopo venticinque anni ricevo un salario che è quello che è, non oso immaginare cosa possa percepire un neo assunto o un lavoratore con meno anni di me?
Ovviamente lo so e non riesco a darmi pace a una situazione del genere.
Professione che sta arrivando all’istituzione di un albo professionale che al momento lascia più dubbi che certezze e difficilmente riuscirà a fare fronte alla fuga di educatori verso altre professioni e ai continui tagli che continuano a minare come descritto questa professione se non si parte dal risolvere tutte queste problematicità.
Ecco, buona Festa dei lavoratori a tutte e tutti noi che amiamo questo lavoro con la speranza che possa, una volta per tutte, arrivare a un giusto riconoscimento e finalmente a un ruolo ben definito.
Un abbraccio.
Rocco Carta


