
Ha senso vedere chi ti ha messo al mondo non ricordare più chi sei?
Ha senso vedere chi ti ha aiutato a compiere i primi passi non riuscire più a compiere i suoi? Inciampare, faticare anche solo ad alzarsi da una sedia o dal letto?
Ha senso sentire il dolore che provano per ogni richiesta a cui non si può rispondere, per ogni minuto in cui non si può essere al loro fianco, per ogni diniego, per ogni difficoltà che non si riesce ad affrontare perché una politica e un welfare incapaci di sostenere e supportare davvero lasciano spesso sole le famiglie?
Sì, perché molti anziani sentono un dolore profondo anche nei confronti dei propri figli. Si sentono un peso. E questa è forse una delle sofferenze più difficili da raccontare.
Tutto ha un senso, sempre, anche quando le difficoltà sono enormi e sembrano montagne invalicabili.
Ma avrebbe ancora più senso se il supporto funzionasse davvero. Per loro e per tutti i familiari che si ritrovano vittime di un sistema che vacilla, che fa acqua da tutte le parti e che, dopo una vita di fatiche, rischia di far sentire le persone coinvolte sole e, a volte, un peso. Un peso enorme per chi deve prendersene cura.
E non è giusto. Non è accettabile.
Non può essere che, come troppo spesso accade in questo mondo, se non si hanno soldi, disponibilità o beni, si debba annaspare per riuscire a garantire ciò che dovrebbe essere un diritto.
Perché così diventa tutto più complicato.
E così, spesso, a invecchiare di colpo e ad ammalarsi non sono soltanto coloro che hanno bisogno di cure, ma anche chi si prende cura di loro.
E allora diventa difficile persino ricambiare, nel modo migliore, quella mano che loro ci hanno dato quando eravamo noi a muovere i primi passi.
Quella stessa mano che ci ha sostenuto per tutta la vita.
Dovremmo poter restituire quell’aiuto accompagnandoli nell’ultima parte del loro cammino, facendo in modo che sia il più possibile dignitoso, sereno e percorribile.
Senza ulteriori pesi.
Senza trasformare le difficoltà in veri e propri macigni.
Macigni pesanti sulle loro spalle.
E pesantissimi sull’animo e sul cuore di chi li assiste.
Forse dovremmo chiederci che società vogliamo essere quando arriva il momento in cui chi ci ha cresciuti ha bisogno di essere accudito e accompagnato a sua volta.
Una società degna di questo nome dovrebbe semplicemente permetterci di farlo.
Rocco Carta
A tutti i caregivers.
A chi tiene la mano di chi ne ha bisogno, anche quando avrebbe bisogno, a sua volta, che qualcuno tenesse la propria.

