Ultimo giorno di scuola

Per tante studentesse e tanti studenti, di ogni ordine e grado, è arrivato il tempo di tirare il fiato.

È arrivato il tempo delle mattine senza sveglia, del sole sulla pelle, delle uscite con gli amici, dei bagni in piscina o al mare. Almeno così si spera. Perché troppo spesso gli schermi hanno preso il posto dei prati, delle piazze, dei cortili e di tutti quei luoghi dove l’estate dovrebbe imparare a raccontarsi.

Per alcuni, però, il viaggio non si ferma qui. Iniziano gli esami di terza media, quelli di maturità: passaggi importanti, soglie da attraversare. Portano con sé un po’ d’ansia, qualche notte agitata, qualche dubbio. Eppure sono momenti che resteranno impressi nella memoria per tutta la vita.

Qualcuno scoprirà di avere dei debiti da recuperare. Qualcun altro dovrà fare i conti con una bocciatura. Non sono momenti semplici, e sarebbe sbagliato fingere il contrario. Ma sono momenti che, come tutte le prove della vita, possono essere superati.

Perché la vita funziona così: non sempre si arriva primi, non sempre si raggiunge il traguardo al primo tentativo. E anche questo, forse, è uno degli insegnamenti più preziosi da portare con sé quando si riparte.
E poi ci sono i voti.

Quei numeri che spesso sembrano pesare più del dovuto. Quei numeri per cui si lotta fino all’ultimo giorno, cercando di alzare una media, di recuperare un’insufficienza, di strappare un punto in più.
Ma i voti sono soltanto numeri.
Misurano una verifica, un compito, un’interrogazione. Non misurano una persona. Non raccontano il valore di una ragazza o di un ragazzo. Non definiscono un talento, un sogno, una sensibilità, una possibilità.

Lo ripeto sempre nel mio ruolo di educatore:
Ragazzi, voi non siete il vostro voto.

Non siete quel numero scritto in rosso o in blu accanto al vostro nome.
Siete molto di più.

Siete le passioni che coltivate in silenzio. Siete i sorrisi che regalate agli altri. Siete le battaglie che combattete senza che nessuno le veda. Siete le paure che affrontate ogni giorno. Siete i talenti che ancora non avete scoperto. Siete le persone che state diventando.

Ecco ciò che vorrei arrivasse a ciascuno di voi alla fine di questo anno scolastico: abbiate il coraggio di mostrare chi siete davvero.

Anche quando avete attraversato momenti difficili. Anche quando un’interrogazione è andata male. Anche quando non siete riusciti a trovare il vostro posto. Anche quando, per essere notati, avete sbagliato strada e sono arrivate note o sanzioni. Anche quando avreste voluto sparire e il mondo vi chiedeva invece di essere presenti.
Dentro tutto questo, voi restate infinitamente di più.

Ognuno di voi è qualcuno. Ognuno di voi è una possibilità. Ognuno di voi è un potenziale ancora in cammino.
E sono convinto che il giorno in cui inizierete a guardarvi oltre un voto, oltre una pagella, oltre un errore, scoprirete una forza che forse oggi nemmeno immaginate di avere.

Ma prima di tutto questo, prima di tornare nei panni degli studenti, adesso c’è una cosa importante da fare:
riposare.

Andate incontro all’estate. Vivetela fino in fondo.
Godetevi quella spensieratezza che, crescendo, diventa sempre più rara e preziosa. Custodite i tramonti, le amicizie, le risate improvvise, le giornate senza orologio.

E se posso lasciarvi un piccolo consiglio da educatore e narratore, è questo:
anche durante il riposo, non smettete mai di essere curiosi.

Non smettete di fare domande. Non smettete di informarvi. Non smettete di aprirvi al mondo.
Perché il futuro, un giorno, avrà bisogno di voi.

Io lo so.

E anche se qualche volta ho dovuto richiamarvi, anche se in certi momenti mi avete fatto perdere la pazienza, mannaggia a voi, io lo so.

So che, se lo vorrete davvero, potrete diventare molto più di ciò che oggi vedete nello specchio.

Perché voi non siete semplicemente il futuro.
Siete già il presente che sta imparando a fiorire, e dentro ciascuno di voi vive una potenza che aspetta soltanto di essere riconosciuta.

Buona estate, ragazze e ragazzi.

Che il sole vi accompagni, che il vento vi ispiri e che i vostri sogni trovino sempre il coraggio di camminare insieme a voi.

Rocco Carta

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