
Aguzzo la vista sul mondo,
inseguo i contorni delle cose, i loro tremori.
Eppure, quando il rumore diventa pieno
e l’anima si tende come corda sottile,
scelgo di chiudere gli occhi.
Non è fuga, ma un varco.
Allora sollevo lo sguardo,
il cielo mi attraversa lento,
distende le vene, scioglie i nodi del respiro
e nella sua vastità ritrovo la bellezza
che avevo smarrito tra le pieghe del giorno.
Rocco Carta


Che bella alba vanigliata
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