Il diario del piccolo Mario (seconda parte)

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Domenica 2 maggio 1982

Ciao diario. Oggi siamo stati tutto il giorno in casa e non ha smesso di piovere tutto il tempo. Stamattina ho fatto i compiti e oggi pomeriggio con la mia famiglia ho guardato Domenica In* con Pippo Baudo.

A me non piace molto, ma durante il programma, fanno Discoring* e il Muppet show*, quelli sì che mi piacciono e verso sera arriva Paolo Valenti* con 90° minuto* a raccontarci cosa è successo nel campionato di calcio.

Papà è ancora molto triste.

A causa del gesso al braccio, ieri non siamo potuti andare al corteo del Primo Maggio e si lamenta dicendo molte parolacce perché non l’aveva mai saltato. Tra l’altro, era ancora più dispiaciuto, perché quest’anno il corteo è stato dedicato ad un signore, Pio La Torre* che l’altra sera è stato ammazzato dai mafiosi, delle bruttissime persone cattive e spietate che hanno come stemma una piovra e a me le piovre fanno molta paura.

Sono un po’ preoccupato, perché domani la maestra mi interrogherà in geografia e forse è meglio che dia una ripassata. A presto.

Mercoledì, 12 maggio 1982

Ciao Diario, eccomi di nuovo a scriverti che cosa mi accade. Lo so non ci vediamo da un po’ di giorni ma non devi rimanerci male, non è che non ho nulla da raccontarti, ma il mio problema è quello di essere pigro, te l’ho già detto nella prima pagina e lo dice sempre anche la mia maestra.

A proposito, stasera sono in castigo. Ma è una punizione immeritata! È andata così:

stavo facendo l’intervallo con i miei compagni, a un certo punto un mio amico, mi ha chiesto di fare un po’ di imitazioni. È vero, non te l’ho mai scritto, ma io mi diverto tantissimo ad imitare compagni, maestre, bidelli e personaggi famosi e sono anche molto bravo. Ho imparato guardando in televisione i grandi imitatori, Gigi Sabani* o Alfredo Papa*. Comunque, non appena me l’hanno chiesto ho iniziato ad imitare Celentano facendo tutte le mosse, Il Papa* che non è proprio facile ed infine sono salito su un banco con il cuscinetto della maestra messo dietro la schiena e gli occhiali da vista della mia compagna Linda per iniziare l’imitazione di Andreotti* durante un comizio.

Peccato che in quello stesso istante, la maestra è entrata in classe e si è messa a urlare come una pazza. Mi ha messo in punizione mandandomi fuori dalla classe con un sacco di operazioni di matematica da fare che, purtroppo, non ho ancora terminato e mi ha messo una nota dove ha scritto che mi sono comportato molto maleducatamente salendo con le scarpe sopra un banco di scuola e di aver addirittura essermi permesso di prendere in giro una delle più alte cariche dello Stato. Mia madre si è molto arrabbiata appena l’ha letta. Mi ha dato uno scappellotto e mi ha mandato dritto in camera mia.

Mio padre invece, si è arrabbiato perché sono salito sul banco, per l’imitazione invece, mi ha detto nell’orecchio, per non farsi sentire dalla mamma, di avere fatto bene e se, una volta calmate le acque, avessi potuto esibirmi in quella imitazione anche per lui.

Comunque domani mi scuserò ulteriormente con la maestra.

Mio padre ha ancora il gesso e mia mamma ha iniziato ad andare a stirare a casa di alcune persone che non hanno problemi di soldi, per aiutare a mantenere la famiglia. Le voglio bene e la ringrazio per quello che fa, la mia mamma è super.

Ma proprio a casa di quell’antipatico del mio compagno Simone doveva andare? La serva a quello lì e alla sua famiglia, vorrei proprio non la facesse.  Ora mi butto di nuovo sulla matematica. A presto.

Domenica, 16 maggio 1982

Ciao diario, oggi ci siamo recati, dopo essere andati a messa a casa dei nonni per festeggiare il compleanno del nonno. C’erano oltre a noi tutti gli zii e le zie e i loro figli. Mi sono molto divertito perché ho potuto giocare tutto il pomeriggio con i miei cugini e le mie cugine.

Durante il pasto ho scoperto che la mamma e la zia vogliono andare da un altro mago. Questa volta dovremo andare tutti insieme fuori Milano. Appena papà ha sentito questa cosa, ha iniziato ad arrabbiarsi e a dire che lui non si sarebbe mosso di casa. Mia mamma l’ha mandato a quel paese e gli ha detto che dovrà accompagnarle, aggiungendo che questo è una persona con grandi poteri. Lui ha sbuffato e si è versato un bicchiere di vino. La mamma ha anche aggiunto che le mie sorelle le porteranno dai Nonni vista la paura che hanno avuto la scorsa volta, io invece, dovrò accompagnarle. Che pizza! Cosa ho fatto di male per meritarmi anche questo? Un altro sabato senza poter andare all’oratorio.

Speriamo solo, che questo mago abbia davvero così tanti poteri.

Per fortuna oggi, un altro evento mi ha rallegrato la giornata: la Juventus ha vinto il campionato e ha conquistato le due stelle sulla maglia. Un rigore di Liam Brady* contro il Catanzaro, ci consegna la vittoria all’ultima giornata contro una grandissima Fiorentina di Giancarlo Antognoni*. Io e mio padre abbiamo festeggiato. Molto tristi, invece, i cugini e gli zii tifosi del Milan che addirittura scenderanno in serie B e quelli tifosi dell’Inter.

Ora vado perché inizia la prima puntata di uno sceneggiato che la maestra e anche i miei genitori vogliono che guardi assolutamente, si chiama Marco Polo*. A Presto.

Lunedì 17 maggio 1982

Ciao diario, sono molto contento. Domani andrò al cinema con la mia classe a vedere un film che desideravo tanto vedere: “I predatori dell’arca perduta”*. Avevo chiesto ai miei, più volte, di portarmi a vederlo, ma non l’hanno mai fatto. La maestra invece ha deciso di premiarci per come stiamo lavorando bene.

Ha saputo che durante lo scorso fine settimana il film sarebbe stato proiettato nel cinema della parrocchia ed ha prenotato la visione per tutte le quarte e le quinte della scuola. Ho letto molto a riguardo, il personaggio principale si chiama Indiana Jones ed è un archeologo e questo già mi piace, va alla ricerca dell’Arca dell’Alleanza e in più nel film i suoi nemici sono quei porci dei nazisti.

Oltretutto l’attore è lo stesso che interpreta Han Solo in Guerre stellari ma, in questo momento non mi torna in mente il suo nome. Te lo scriverò domani dopo la visione del film. A Presto.

Sabato 22 maggio 1982

Ciao diario, l’attore che interpreta Indiana Jones si chiama Harrison Ford e il film mi è piaciuto davvero tanto. Non sono riuscito a scriverti prima perché sono stato molto impegnato. Ho molte cose da raccontarti.

Ecco la prima: penso di essermi innamorato! La cosa fantastica è che in qualche modo centra il mago Giove. Te l’avevo scritto che oggi saremmo andati nel suo studio? Oh, non è stato merito di una sua magia o almeno così credo, perché forse…

Insomma, è andata così: siamo partiti presto nel pomeriggio, io, la mamma, la zia e mio padre.

Per un solo attimo ero quasi riuscito a convincere i miei a non portarmi con loro, grazie all’aiuto della mamma di Filippo che si era offerta di portarmi all’oratorio con loro e di invitarmi a casa loro a cena e a dormire. La sfortuna invece ha voluto che Filippo, da giovedì, è a letto con gli orecchioni e quindi abbiamo dovuto rimandare. Tutto sommato non è stata una sfortuna.

Quindi, mi sono ritrovato a prendere più mezzi per arrivare a Cologno Monzese nello studio del mago. Il viaggio è stato davvero una noia. Arrivati a destinazione, ci siamo ritrovati in una villa molto grande, con una sala d’aspetto davvero enorme e con tanta gente, molta di più di quella vista dal mago Tiberio, che attendeva il turno per raccontare le loro disgrazie e ricevere aiuto. Quando abbiamo visto tutta quella gente, mio padre ha iniziato a dire a bassa voce una serie di parolacce.

Era inevitabile, saremmo rimasti lì, tutto il pomeriggio! I famigliari del mago portarono un paio di sedie dove velocemente si accomodarono la mamma e la zia ed iniziarono subito a conversare con i vicini, chiedendo informazioni su quante volte erano stati in quello studio e se i poteri del mago Giove erano così forti da poter abbattere tutti i mali. Papà invece chiese di poter uscire nel giardino e io lo seguì immediatamente.

Dal Giardino si sentivano le risate e le urla di alcuni bambini che ogni tanto venivano fermate dalle grida della signora Giove, la moglie del mago, che oltre a fare la moglie, faceva anche la segretaria. Era uno spazio abbastanza grande, con degli alberi che in alcuni punti facevano ombra. Papà è andato proprio ad appoggiarsi ad un albero cercando riparo dal sole. In quello stesso istante, un pallone da pallavolo, mi ha colpito alla testa facendomi voltare velocemente verso il luogo da cui era arrivato il pallone.

Girandomi, rimasi fermo come statua e con la bocca aperta come un baccalà, di fronte a me, c’era la bambina più bella che avevo mai visto, mi guardava sorridendomi con gli occhi così azzurri che il cielo al confronto sembrava scolorito, mi parlava con parole che alle mie orecchie sembravano mute. Ha schioccato le dita per capire se la stavo ascoltando, sbloccandomi dallo quello stato di immobilità. Gli altri bambini ridevano e mi indicavano.

A quel punto mi ha dato la mano e si è presentata, era Maria, la figlia del mago in persona, la padrona di quel giardino e di quella palla. Si scusò e mi ha chiesto se volevo giocare con loro. Non me lo sono fatto dire due volte, e ho iniziato a posizionarmi nel campo dove si stava giocando una partita di palla prigioniera, gioco in cui io, me la cavo davvero bene. Sono finito, con grande gioia che ho cercato di nascondere, in squadra proprio con Maria.

Man mano che i grandi finivano le visite nello studio, i bambini che giocavano con noi se ne andavano via. Piano, piano iniziò ad avvicinarsi la sera e finimmo, i restanti, a giocare nella camera di Maria.

Quanti giochi che aveva! Erano proprio tanti, Barbie, Big Jim*, Playmobil, pupazzi e una pista di macchinine niente male. Abbiamo giocato con quella e chiacchierato molto, io e lei, anche se ad ogni suo sorriso arrossivo tantissimo. Quando arrossivo mi diceva che assomigliavo ad un Mon cicci*. Mi chiese se ero pronto per gli esami di quinta e mi ha raccontato che lei non aveva nessuna paura. Mi ha detto che suo padre, avrebbe sicuramente tolto sfortune e malocchi ai miei genitori.

Io gli ho risposto che non avevo ancora ben capito cosa fossero questi malocchi. La zia portava gli occhiali ma tutto sommato ci vedeva, i miei ci vedevano bene e io, nonostante quello che la volta scorsa mi disse il mago Tiberio, avevo proprio dei bei occhi e in quel momento, trovai il coraggio per dirle che comunque i suoi erano i più belli che avessi mai visto. A quel punto, fu lei ad arrossire.

Comunque riprese immediatamente il discorso, tornando su ciò che, a quanto ne sapeva lei, fossero i malocchi.

In pratica, mi ha spiegato, che quando una persona ti guarda in malo modo, quando prova invidia perché sei più bravo o più bello, oppure più ricco, per rabbia ti lancia una maledizione. Da quel momento, tutto nella tua vita sarebbe andato storto. Ed è qui che occorre proteggersi ed eliminare tutta questa sfortuna. Ed uno bravo a farlo è proprio suo padre. Questo, secondo Maria, era avere un malocchio.

Che cavolo! Quell’antipatico di Simone, mi guarda sempre male ed è invidioso di quanti goal faccio quando giochiamo a pallone. Ecco perché il Mago Tiberio mi disse che avevo il malocchio anche io. Però a pensarci bene, forse, il malocchio potrei averlo lanciato anche io nei suoi confronti, un po’ d’invidia per i suoi giochi e per la sua grande casa io la provo.

Uhm, questa cosa dovrò proprio approfondirla. Mi è antipatico ma non voglio causargli sfortuna e sono convinto che anche lui non vorrebbe causarla a me.

Siamo riusciti a giocare insieme ancora una decina di minuti, poi i miei uscirono dalla stanza del padre chiamandomi per avviarmi verso l’uscita.

Avrei voluto salutare Maria con un grosso abbraccio e un bacio sulla guancia. Ma cosa vuoi, la sua bellezza mi intimidiva proprio.

Così, decisi di dirle un ciao veloce guardandola di sbieco, correndo verso la porta. Che mammalucco che sono!

Appena uscito, mi sentì afferrare per un braccio e tirare di nuovo verso l’ingresso. Era Maria che mi diede un bacio sulla guancia e mi salutò dicendomi: “Ciao Mon cicci”.

Rimasi per qualche secondo imbambolato e rosso in viso come un peperone. I miei risero ma non dissero nulla.

Mi sono incamminato con il cuore che mi batteva a mille inciampando sui piedi di mio padre e cadendo rovinosamente in avanti. Mi sono sbucciato anche un ginocchio ma non sentivo nessun dolore.

Caro diario mi sa che questa volta mi sono proprio preso una bella cotta! A domani.

Domenica 23 maggio 1982

Ciao diario, rieccomi qua. Che dormita mi sono fatto, ieri siamo davvero arrivati tardi e dopo averti scritto tutto ciò che mi è accaduto dal mago Giove e di Maria, mi sono infilato sotto le coperte e sono crollato subito.

Maria è continuamente nei miei pensieri. Si, sono sicuro, sono davvero innamorato.

L’amore! Io lo so che cos’è l’amore! Vuoi un esempio? Sono la mia mamma e il mio papà che dopo tutti questi anni, dopo tante cose anche brutte che gli sono capitate, dopo tanti litigi e problemi, sono ancora insieme e si guardano ancora con occhi sognanti.

Una prova del loro amore? Eccotela!

Stamattina, papà doveva fare la barba con la lametta, operazione che di solito compie da solo. Peccato che, per colpa del gesso al braccio destro, con la sinistra non ci riesca. Ci ha provato ma è stato tutto inutile. Allora mia mamma è arrivata e gli ha detto di sedersi comodo sulla sedia che ci avrebbe pensato lei. È stata bravissima, gli passava la lametta sulla pelle con una delicatezza incredibile, sembrava quasi lo stesse carezzando. Sono rimasto un po’ sulla porta del bagno in silenzio a osservarli, finché mia sorella non mi ha chiamato per prenderle un gioco che non riusciva a prendere.

Quando poco tempo dopo, sono tornato davanti alla porta, la mamma aveva tra le mani la faccia del papà e lo guardava, mentre lui le sorrideva. Ho cercato di non far rumore e di non farmi vedere per non disturbarli. Papà le ha detto “ti amo” e infine l’ha fatta sedere sulle sue gambe e si sono baciati. Un bacio lunghissimo, interrotto da quella fenomena di mia sorella Silvia, che vedendomi sulla porta del bagno che sbirciavo, ha iniziato ad urlare Mario è uno spione, Mario è uno spione.

La mamma e il papà si sono girati di scatto mettendosi a ridere e io sono scappato, ma non prima di tirare uno scappellotto a quella deficiente di mia sorella. Che vergogna!

Ecco, questo per me è l’amore, guardarsi come si guardano la mamma e il papà e prendersi cura l’uno dell’altro, anche quando i problemi sono davvero tanti.

Ora vado a presto

Lunedì 24 maggio 1982

Ciao diario, non smetto di pensare un minuto al sorriso di Maria e al suo bacio sulla guancia. Perché abitiamo così lontano? Vorrei proprio rivederla. Ne sono sicuro, è la donna della mia vita! Vorrei tanto possedere i poteri del suo papà per poter, con una magia, teletrasportarmi a casa sua. Oggi ne ho parlato a scuola con Sergio, lui è uno che alle bambine della scuola piace parecchio ed è uno che ha già avuto tante fidanzate. Mi ha detto che si vede proprio che sono cotto come un uovo alla cocque ma, da bambino esperto, mi ha anche fatto capire che non sarà facile fidanzarmi con lei visto che abitiamo a chilometri distanza e che, forse, farei bene a tornare a corteggiare Lisa che oltre ad essere seduta a scuola dietro il mio banco, vive anche nel palazzo a fianco al mio. Solo che io non riesco a togliermi dalla mente quegli occhi così azzurri, più azzurri della maglia della nazionale e quel bacio sulla guancia che mi ha fatto battere il cuore.

Caro diario, devo proprio fare qualcosa per rivederla, suo papà è un mago e potrà, sicuramente, se non si offende, aiutarmi.

Ora vado, a presto.

Martedì 25 maggio 1982

Ciao diario, oggi con la maestra abbiamo iniziato a fare delle prove d’esame. Ognuno di noi, ha presentato ciò che porterà nell’interrogazione orale in ogni materia. Io ho deciso di portare per geografia il Giappone, per storia sono indeciso se parlare di Garibaldi o di Mazzini, mentre in scienze ancora non lo so, devo sbrigarmi a decidermi.

Maria continua ad essere un chiodo fisso nella mia testa. Come posso fare a rivederla? Se non la rivedo impazzirò.

Ah, parliamo d’altro va.

Come ben sai la nazionale di calcio parteciperà ai mondiali di calcio in Spagna, anzi al Mundial* come lo chiamano gli spagnoli. In questi giorni, l’allenatore Bearzot*, ha convocato i giocatori che partiranno per i mondiali. Io, mio padre e i miei amici siamo rimasti stupiti e arrabbiati, perché il mister non ha convocato il bomber della Roma, Roberto Pruzzo* e ha invece convocato Paolo Rossi* che tra l’altro quest’anno ha giocato pochissimo per via di una squalifica. Come si fa a non portare il miglior attaccante? Non riesco a spiegarmelo e come me, non se lo spiegano in molti. Difatti sono pochi a credere che questa squadra arriverà lontano. Il Brasile di Zico*, L’Argentina attuale campione del mondo e La Germania di Rumenigge* sembrano davvero molto più forti. Vedremo. Comunque, forza azzurri!

Sabato 29 maggio 1982

Ciao diario, quante cose ho da raccontarti!

L’altro giorno, con la mia classe, siamo stati in gita al parco delle Cornelle che si trova vicino a Bergamo. È stata una giornata stupenda, a parte l’autista del pulman che ci ha frantumato le cosidette per tutto il viaggio con la canzone di Phoebe Cates* che s’intitola “Paradise” da lui messa in continuazione nell’autoradio aiutato dalla nostra maestra, che pizza! Mi piaceva quel brano, ora lo detesto.

Abbiamo visto un sacco di animali da vicino e abbiamo riso come dei matti quando abbiamo visto l’elefante fare la cacca. Non avevamo mai visto una cacca così gigantesca!

Le maestre ci hanno lasciato anche del tempo libero per poter giocare a pallone e così abbiamo sfidato una classe che era lì in visita da Brescia. La sfida, anche se i nostri avversari erano molto fallosi e aiutati da quel disgraziato del mio compagno Tonino che si è offerto per fare l’arbitro, l’abbiamo vinta noi, con l’aiuto dei miei tre goal alla Brady.

La mia compagna Lisa mi è stata vicino tutto il tempo, sul pullman e anche al parco. Addirittura ha fatto tutto il tempo della sfida, il tifo per la nostra classe insieme a Stefania che è la fidanzata di Sergio. Lo ammetto, mi ha fatto molto piacere, solo che io in questo momento ho ancora in testa solo Maria.

A proposito la vuoi una novità? Sto per rivederla. Mia zia, mi ha chiesto se sabato cinque giugno, l’accompagno dal mago. La mamma e il papà non verranno e lei non ha voglia di andarci da sola. Solitamente, avrei sbuffato facendola arrabbiare e avrei risposto di no, ma il pensiero di incontrare nuovamente Maria e poterle rivelare di essere innamorato di lei, mi ha fatto assentire alla richiesta.

Mia zia, vuole tornare dal mago per rinforzare la sua opera contro il malocchio per tutta la famiglia e mi ha promesso che questa volta entrerò anche io dal mago e potrò vederlo all’opera e chiedergli ciò che voglio. Lui prevede il futuro!

Sono felice ed emozionato non vedo l’ora.

Ora vado a guardare un po’ di tv. A presto

Lunedì 31 maggio 1982

Ciao diario, come va?

Oggi sono un po’ giù. Stamattina, arrivati a scuola, la nostra maestra ha voluto raccontarci una storia terribile accaduta a una bambina che si chiamava Simonetta Lamberti* e alla sua famiglia.

La nostra maestra è di origini campane e ha la sua famiglia che vive vicino al paese di Simonetta, Cava dei Tirreni.

Stamane è entrata in classe con il Corriere della sera sottobraccio e ha iniziato a spiegarci ciò che è accaduto la sera di due giorni prima, probabilmente mentre io ti stavo scrivendo della gita al parco delle Cornelle.

Simonetta è la figlia dodicenne di un giudice e quel pomeriggio, suo padre decide di passare delle ore al mare, che si trova non molto distante da dove abitano, con la sua bambina. Mentre stavano tornando a casa, Simonetta si addormenta appoggiando la testa al finestrino dell’auto e a me piace pensare che aveva iniziato a sognare qualcosa di bello.

Appena l’auto sta per entrare nel paese di Cava dei Tirreni, viene affiancata da un’altra vettura con dentro persone armate che vogliono uccidere suo padre. Numerosi sono i colpi che vengono sparati. Il padre si salva, invece, Simonetta viene colpita alla testa, a morte.

Ho alzato immediatamente la mano per domandare chi poteva aver tentato di uccidere il padre e invece aveva ucciso lei.

La maestra mi ha risposto raccontandoci, come da quelle parti, esista un’associazione criminale che si chiama camorra. Questi criminali, vogliono comandare in quella zona al posto dello Stato, mettendo paura ai cittadini minacciandoli e chiedendogli di non denunciare le loro malefatte. In questo sono del tutto simili alla mafia che come ti avevo già raccontato, ha fatto fuori il povero Pio La Torre.

Io e i miei compagni, non conoscevamo Simonetta ma, sapere quello che le è accaduto, ci ha colpito profondamente. La maestra mentre finiva di spiegarci, aveva la voce rotta dalla commozione e anche io avevo le lacrime agli occhi.

Non si può morire così a dodici anni, senza avere nessuna colpa. Nei film e nei cartoni animati che guardo alla tv, quando dei delinquenti o dei cattivi tentano di compiere degli atti così crudeli, arriva, quasi sempre, un eroe a salvare le vittime. Purtroppo nella realtà, questo non avviene spesso.

Questi maledetti, spero vengano presi e arrestati. Nel frattempo la maestra, ci ha detto che per sconfiggere queste persone, non bisogna avere paura e non abbassare mai la testa. Lo dobbiamo a Simonetta e a Pio La Torre.

È comunque difficile non avere paura, quando ti raccontano di persone capaci di ammazzare dei bambini!

Giuro, comunque solennemente, che proverò a non avere paura di questa gente e che, di Simonetta, vittima innocente di questi assassini maledetti, conserverò sempre il ricordo, anche se non ci siamo mai conosciuti di persona.

Ora, spero solo che riposi in pace e che la sua famiglia possa affrontare questo dolore immenso e trovare giustizia.

Stasera non ho voglia di raccontarti altro. Comprendimi.

Continua…

 

Domenica in Domenica In nel 1982  era presentata da Pippo Baudo

discoring_081 All’interno di Domenica In vi era Discoring, dove potevamo ascoltare la musica del momento e la classifica dei dischi.

250px-Tv_muppet_show_opening Il momento atteso dai bambini durante Domenica in. Kermit la ran irrompeva nella O del titolo dello show e i Muppet partivano con la sigla

Paolo-Valenti-90-minuto Paolo Valenti e il mitico 90° minuto e tutti i suoi inviati dai campi di gioco. Noi i goal li guardavano così.

pio_la_torre Pio La Torre sindacalista e politico

Gigi Sabani Gigi Sabani grande imitatore

Alfredo Papa Alfredo Papa grande imitatore

Celentano Adriano Celentano, lui lo conoscete sicuramente tutti.

Papa W.jpg Nel 1982 il Papa era lui. Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla

Giulio_Andreotti Giulio Andreotti

brady Liam Brady attaccante irlandese della Juventus

Giancarlo-Antognoni Giancarlo Antognoni centrocampista della fiorentina

Marco Polo Marco Polo serie tv. La prima puntata andò in onda proprio domenica 16 maggio 1982

I predatori dell'arca perduta I Predatori dell’arca perduta di Steven Spielberg. Indiana Jones è Harrison Ford

BIG_JIM_BASIC Big Jim il mitico fidanzato che tutti e tutte facevamo fidanzare con Barbie

Mon Cicci Mon Cicci. Pare che stia per tornare in un cartone animato in tv

naranjito Il Mondiale 1982 si svolse in Spagna. La mascotte era Naranjito.

pruzzo Roberto Pruzzo grande bomber della Roma che non venne, creando scalpore, convocato al Mundial

bigger_un-joueur-un-palmares--paolo-rossi-ita-20042080 al posto di Pruzzo, Bearzoto convocò lui: Paolo Rossi che durante il mundial divenne Pablito!

Enzo_Bearzot_2 L’allenatore degli azzurri: Enzo Bearzot.

Zicobras Zico il regista del Brasile dei fenomeni di quell’anno

Rumenigge Karl Heinz Rumenigge calciatore della Germania Ovest

Paradise Phoebe Cates e la copertina del 45 giri “Paradise” colonna sonora dell’omonimo film di cui lei era anche la protagonista.

Targa  Il monumento a Cava dei Tirreni in memoria della piccola Simonetta Lamberti

 

 

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lettrice Assorta ha detto:

    Ciao. Molto carino il diario del piccolo Mario. Riporta indietro nel tempo e guarda la società con l’occhio sincero di un bimbo.

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    1. storiequalunque ha detto:

      Grazie di cuore.

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      1. storiequalunque ha detto:

        😊
        Sto pensando di scrivere il primo anno delle medie. Vedremo 😉

        Mi piace

      2. Lettrice Assorta ha detto:

        Si dai ci sta! 😙

        Liked by 1 persona

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