Il diario del piccolo Mario: Storia di scritti, superstizioni, malocchi e maghi, avvenuta nel 1982 (prima parte)

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Questo racconto verrà pubblicato a puntate sul sito.

Un ringraziamento speciale a David Hadjibay per aver realizzato l’immagine per questo racconto.

Prima parte:

Come posso introdurre questa storia? Vediamo…

“C’era una volta…”

No, troppo fiabesco.

“In una galassia lontana…”

No, fa troppo Star Wars.

“In un tempo non molto lontano…”

Uff, no!

Forse così:

“Correva l’anno 1982, un anno straordinario, il presidente della Repubblica era Sandro Pertini; gli azzurri si laureavano campioni del mondo di calcio grazie ai goal di Pablito Rossi; l’estate era accompagnata da tormentoni quali “Un’ estate al mare”, di Giuni Russo e “Non sono una signora”, di Loredana Bertè; al cinema volavamo con le biciclette di “E.T.” di Spielberg e ci facevamo guidare nel mondo dei replicanti, guardando “Blade runner”.

In quell’anno così ricco di eventi, un bambino si appresta a finire la quinta elementare e a scoprire che i maghi esistono, ma non sono proprio come lui se li immagina e tutto quello che gli accade in questo periodo della vita, inizia a scriverlo in un diario…

Buona lettura!

Martedì 20 aprile 1982

Caro diario,

mi chiamo Mario e oggi ti ho ricevuto in regalo, per avere preso un buon voto a scuola nei giorni scorsi. È vero, i miei genitori mi hanno regalato te per questo motivo, ma, anche, perché la maestra voleva che tutta la classe iniziasse a tenerne uno dove scrivere le cose che ci accadono tutti i giorni e i nostri segreti. A dire la verità è un po’ che la maestra ci chiede di scriverne uno.

Voglio essere sincero con te, non avevo molta voglia di farlo, sono un po’ pigro. Comunque, visto che ora sei qui con me, ho deciso di iniziare a scrivere.

Ho dieci anni e frequento la quinta C della scuola Elementare Luigi Cadorna di Milano. Vivo con i miei genitori e le mie due sorelline più piccole Silvia e Laura, in una casa in affitto non molto grande, non proprio vicino alla scuola, non lontano dalla Fiera.

Sono alto, perlomeno uno dei più alti della mia classe. Ho i capelli ricci e neri e gli occhi azzurri e sono magro, molto magro, tant’è che i miei compagni mi hanno soprannominato Spillo, come il giovane attaccante dell’Inter, Alessandro Altobelli*, anche se io tifo la Juventus.

In questi mesi, spero di avere davvero il tempo di poter scrivere qualcosa su queste pagine.

A scuola stiamo lavorando tanto, a giugno ci saranno gli esami di quinta elementare che, ad essere sinceri, mi stanno agitando molto.

Oggi sono anche molto triste, perché mia mamma mi ha detto che sabato pomeriggio non andrò all’oratorio a giocare a pallone. Avevo promesso a Filippo e Sergio, i miei migliori amici, che ci sarei andato. Mia mamma, invece, ha detto che andremo insieme alla zia, in un posto dove forse, finalmente, qualcuno riuscirà a risolvere i nostri problemi.

Sai, mio papà lavora in fabbrica ed è in cassaintegrazione, che è una cosa che ti fa stare a casa dal lavoro anche se tu non vorresti. Purtroppo a causa di un incidente che gli è capitato da piccolo è anche zoppo e, per di più, ultimamente, non è stato molto bene.

La mia mamma è una casalinga, nel senso che lavora tantissimo a casa, badando e prendendosi cura di tutti noi, continuando a lamentarsi di come sia difficile andare avanti coi soldi.

Continua anche nel sostenere che, sicuramente, in passato, qualcuno ha fatto del male alla sua famiglia attraverso una maledizione e che questo male cadrà anche su di noi. Quindi bisogna proteggersi!

Quando dice così mi spaventa tantissimo. Non ho capito dove andremo sabato, ma ho paura che sarà una barba pazzesca. Ora devo smettere di scrivere perché devo andare a lavarmi i denti e mettermi a letto, il mio papà mi sta chiamando.

A presto.

Mercoledì 21 aprile 1982

Ciao diario, oggi sono in castigo perché ho preso una nota per aver disturbato in classe la lezione.

Giuro di essere innocente!

Io non volevo parlare continuamente con Lisa seduta dietro di me, era lei che continuava a chiamarmi!

Va be’ pazienza, andrò a letto senza guardare i cartoni animati.

Stasera è venuta a trovarci mia zia. Lei è la sorella di mia mamma, ed è lei che sta organizzando l’uscita per cercare di risolvere i nostri problemi. Ora, d’accordo che problemi ne abbiamo anche molti, ma proprio di sabato pomeriggio dobbiamo provare a risolverli?

Non ho ancora capito bene dove andremo e se andremo tutti, papà non sembrava molto convinto di questa uscita, anche se, dopo due urlate della mamma, ha cambiato subito idea.

Quando la mamma e la zia parlano, lo fanno in dialetto calabrese e non sempre capisco quello che si dicono. L’unica cosa che ho compreso, è quella che probabilmente incontreremo un mago!

Questo mi ha tirato su il morale. Mi piacciono i maghi e adoro tantissimo, quando guardo la televisione vedere i giochi di prestigio del mago Silvan* e di Tony Binarelli*. Solo che mi sembra strano che si esibiscano in uno studio all’interno di un appartamento. Boh?

Va bene, ti racconterò quando ci andrò. Ora devo andare, a domani.

Sabato 24 aprile 1982

Ciao diario, innanzitutto scusami per non aver, scritto nelle ultime sere, ma giovedì dopo aver visto Daltanious*, è iniziato Superflash*, il quiz di Mike Bongiorno e i miei mi hanno concesso di guardarlo quasi fino alla fine, mentre ieri sono stato dalla nonna e sono arrivato tardi.

Mamma mia quante cose ho da raccontarti! Come ho scritto un po’ di giorni fa, oggi, con tutta la famiglia siamo andati dal mago Tiberio. Noi bambini eravamo molto emozionati.

Non capita mica tutti i giorni di andare nello studio di un mago, non vedevo l’ora di vedere la sua bacchetta magica.

Per arrivarci abbiamo preso tre mezzi perché il suo studio si trova in Corso XXII Marzo, un po’ lontano da casa.

Quando siamo arrivati, una signora anziana ci ha aperto la porta e ci ha chiesto di accomodarci in sala d’aspetto, perché avevamo davanti un po’ di persone. In effetti, nella sala, si trovavano almeno una quindicina persone e il mago Tiberio riceve una persona o una famiglia alla volta. Appena le ho viste mi sono subito domandato: “Ma non può esibirsi qui davanti a tutti così facciamo in fretta? “

Molte persone parlavano tra di loro o leggevano i giornali poggiati sul tavolino. Io avrei voluto leggere Il Monello* che era poggiato su una sedia vuota, ma la mamma non ha voluto, perché dice che su quel giornale ci sono delle donne scostumate, cioè senza costume o almeno così credo, sopra.

In effetti aveva ragione. Al suo interno c’era una con solo reggiseno e mutande, ma costumi proprio non ne ho visti! Alla fine, mi sono dovuto accontentare di Topolino.

Una signora ha detto, rivolgendosi a mia zia, che era lì per curare la negatività e un altro signore per farsi togliere una fattura, che deve veramente fargli male, perché mentre lo diceva, ha nominato molti santi e persino Gesù, piangendo. Non sono riuscito a capire il perché, quelle persone, si trovassero lì da un mago invece che da un dottore, ma è probabile che, questo mago, abbia dei poteri davvero stupefacenti.

Abbiamo aspettato quasi due ore e poi siamo stati chiamati tutti, dentro la stanza.

Prima di entrare, la signora che ci aveva accolto all’ingresso, si è fatta pagare per lo spettacolo.

Cavolo, ho visto mia mamma che tirava fuori dal portafoglio una bella 50 mila lire. Ma dico? Abbiamo problemi di soldi e li spendiamo per un mago? Stessa cosa, subito dopo, ha fatto mia zia.

La stanza era illuminata da poca luce, al centro di una scrivania vi era una lampada, con all’interno un fornelletto, da cui usciva del fuoco e dietro di quella c’era il mago con una tunica rossa e una barba lunghissima.

Le mie sorelle, appena lo hanno visto, si sono spaventate e si sono nascoste dietro la mamma, io ho stretto forte la mano di mio padre e mi sono fatto coraggio.

Dopo essersi presentato, ha indicato delle sedie dove ha fatto accomodare i miei genitori con le mie sorelle in braccio che non smettevano di piangere dalla paura. Una volta seduti, ha iniziato a fare domande ai miei sulla loro vita e loro gli hanno raccontato molte cose. Poi li ha fatti mettere davanti alla lampada infuocata e, dopo aver recitato a bassa voce una piccola formula magica e trovato la concentrazione, ha detto loro tutto ciò che osservava dentro la fiamma, ed erano immagini terribili.

In pratica, dava ragione a mia madre: qualcuno, in passato, ci aveva maledetti e, ora, lui, avrebbe allontanato per sempre la maledizione da noi. Comunque, io e credo anche i miei genitori, all’interno della fiamma, non vedevano nulla. Boh!

Poi è arrivato il mio turno.

Non volevo sedermi su quella sedia e mio padre mi ha fatto sedere con la forza spingendomi sopra. Il mago mi fissava con degli occhi spaventosi, sembravano quelli della regina Himika*, nemica di Hiroshi Shiba*, mentre sentivo il calore della sulla faccia. Dopo aver pronunciato, suppongo, quella che doveva essere un’altra formula magica, si è fermato un paio di secondi in silenzio e, subito dopo, mi ha dato il suo responso, anche io come tutta la famiglia, avevo quello che deve essere un grave problema ad un occhio: il malocchio!

Che diavolo è il malocchio? Dovrò mettermi la benda sull’occhio come Capitan Harlock*? Rimarrò cieco da un occhio?

Mi sono spaventato e stupito, avevo fatto la visita oculistica un mese fa e il medico aveva detto che ci vedevo benissimo.

È del tutto evidente che quel dottore non sa fare il suo lavoro. Poi ci ha detto di essere perfettamente guariti dalla maledizione e ci ha mandato via salutandoci con un bacio sulla testa.

Sarà, ma mio padre zoppicava ancora e a me sembrava di vederci uguale a quando sono arrivato. Forse bisogna avere solo un po’ di pazienza e aspettare che la formula magica lanciata dal mago e da quella fiamma faccia effetto. Staremo a vedere.

Va bene ora ti saluto e ci vediamo domani. Buonanotte

Domenica 25 aprile 1982

Ciao diario, che bella domenica è stata oggi. Innanzitutto la Juventus ha battuto l’Inter a Torino e domani, a sfottere gli interisti mi divertirò moltissimo.

Con il papà siamo andati in centro, al corteo della festa del 25 Aprile, data della fine della seconda guerra mondiale, in cui i partigiani e gli alleati ci hanno liberato dai nazisti e fascisti. È stato bellissimo, Il Papà mi ha fatto tenere una bandierina dell’Italia in una mano e una bandierina rossa nell’altra. A dire il vero, era pieno di bandiere italiane e rosse. Mio padre è un comunista. Lui sostiene che dopo Dio, o quasi alla pari, i suoi Dei sono un signore russo di nome Lenin e l’altro, italiano, Berlinguer*. Difatti, pur credendo in Dio e in Gesù, lui, a differenza della mamma a Messa non ci va quasi mai.

Abbiamo camminato tantissimo e poi abbiamo ascoltato i discorsi dei politici e dei partigiani in Piazza del Duomo.

Sai una cosa, mi sa che la magia del mago ha fatto effetto, perché oggi il mio papà, sembrava camminare molto meglio.

Ora ti saluto perché devo fare il bagno e poi devo mangiare.

Venerdì 30 aprile 1982

Caro diario, non ti scrivo ciao anche se a me piace di più, perché la maestra dice di iniziare sempre così. Sai che c’è? Visto che la maestra il mio diario segreto non dovrà mai leggerlo ti continuo a scrivere ciao.

Lo so, sarai offeso. È un po’ di giorni che non ti racconto nulla. Ma cavolo, la maledizione si è abbattuta di nuovo su questa famiglia!

Sara, mia sorella più piccola, ha preso la varicella che l’ha subito attaccata a Silvia la sorella di mezzo. Per fortuna, io l’ho fatta a quattro anni e non me la sono presa.

Inoltre a mia mamma, sul tram, hanno rubato il portafoglio e, come se non bastasse, mio padre l’altro giorno è caduto scendendo da una scala e si è rotto un braccio. Lunedì sarebbe dovuto tornare a lavorare. Lui e la mamma sono davvero molto giù e tristi.

Quel mago non ha vinto! Mia mamma e mia zia vogliono andare a protestare e poi, mi pare di aver capito, vogliano provare a recarsi da un altro mago più potente. Chissà che aspetto avrà questa volta? Se userà una fiamma per le formule magiche oppure se userà una bacchetta magica? Speriamo solo sia potente come Mandrake*!

Ora vado che inizia Hazzard*a presto.

Continua…

Alessandro Altobelli Alessandro Altobelli, detto Spillo, grande bomber dell’Inter e della Nazionale.

mago-silvan Silvan grande prestigiatore televisivo degli anni 70/80

Tony Binarelli Tony Binarelli altro grande prestigiatore

Daltonius Mitico Cartone animato

Superflash Superflash, quiz condotto da Mike Bongiorno nei giovedì sera di quegli anni

Il-Monello Rivista, tutto sommato, non così “scostumata”

Himika La regina Himika, acerrima nemica Di Hiroshi Shiba

hiroshi shiba Hiroshi Shiba, lui che può diventare Jeeg!

0-Capitan-Harlock-Episodio-1 Il pirata tutto nero, Capitan Harlock

Enrico Berlinguer Enrico Berlinguer, segretario del PCI in quegli anni

hazzard-365x426 I fratelli Boe e Luke e la splendida Daisy Duke, Hazzard serie tv imperdibile .

 Mandrake, un mago più vero del mago Tiberio

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