Maschile tossico

Il maschile tossico. Su questo bisogna lavorare, di questo noi “maschi” ci dobbiamo liberare.Un maschile inculcato da secoli e secoli di patriarcato da altri maschi che mandavano a morire uomini, in battaglie, per rimanere per sempre nella gloria. Maschile tossico che comincia fin da piccoli, quando si dice a un bambino:“Non giocare con quei giochi, sono da femmina!” oppure “ti piace il rosa? Ma non sei una femminuccia” o ancora “non piangere, devi essere forte” e amenità del genere.Maschile tossico che appella le donne, quando si vuole offendere o meglio ferire con appellativi sessisti. Quando un uomo che ha tante … Continua a leggere Maschile tossico

Alla radice della dipendenza

Pubblico e condivido questo articolo e questa interessante riflessione sulle dipendenze, scritto da un’ottima collega educatrice, ringraziandola per avermelo fatto leggere e avermi dato la possibilità di condividerlo sul blog. Buona lettura! Di Verena Ottaviano Il professor Peter Cohen sostiene che gli esseri umani abbiano una profonda necessità di formare legami ed entrare in contatto gli uni con gli altri. È così che ci gratifichiamo. Se non siamo in grado di entrare in contatto con gli altri, entreremo in contatto con qualsiasi altra cosa: il suono di una roulette che gira, o l’ago di una siringa. Lui è convinto che … Continua a leggere Alla radice della dipendenza

IL TRE È IL NUMERO PERFETTO

    di Kevin Every     Il fischio nelle orecchie di Sias si attenuò. Un velo grigiastro gli impastava la vista. La schiena gli doleva contro il pavimento duro. «Dove diavolo…» Le assi di legno su cui poggiava i palmi avevano più buchi di un tronco marcescente. Le pareti di pietra perdevano qualche briciolo di polvere ogni tanto, con un fruscio inquietante. La luce delle torce illuminava a stento una sedia rovesciata a terra, rotta, e un tavolo che stava in piedi per miracolo. La credenza nell’angolo era l’unico oggetto solido in quella catapecchia. Dalla cima del mobile spuntò … Continua a leggere IL TRE È IL NUMERO PERFETTO

Aver paura di non saper morire 

Di Simone Cozzi Tu non sai morire. Un’amica, scuotendo il capo con dolcezza, me lo disse un giorno, girando l’indice sul bicchiere vuoto di un aperitivo. C’era amore, in quelle parole, e fierezza e ammirazione. A volte ci penso, mentre rivedo i suoi occhi color miele e le labbra lucide di Campari: io ho davvero sfiorato la morte mille volte. La morte fisica, intendo, senza morire. Una da bimbo. Una Charms, quelle caramelle quadrate di zucchero durissimo al gusto di frutta e incartate nella plastica trasparente, mi scivolò in gola. La stavo ciucciando soddisfatto, gustandomela come solo i bambini sanno … Continua a leggere Aver paura di non saper morire 

“Non è uno scherzo”

Di Simone Cozzi Sigma è un ragazzino come tanti altri, perso nello sciame di scolari che entrano a scuola passando sotto il grosso portone in bronzo e cristallo della vecchia scuola media dall’aria austera.  Sotto quell’androne, lungo quegli ampi corridoi e nelle austere aule, si respira aria di storia, di tante storie individuali avvicendatesi nel corso di molti decenni. Sigma ha due enormi occhi di un azzurro che, nei giorni invernali, virano al grigio per ritrovarsi nel cielo. E’ un bambino gracile con spessi occhiali quadrati per curare la presbiopia; un apparecchio ortodontico gli ingabbia i denti con un reticolato … Continua a leggere “Non è uno scherzo”

Avrai

[A Rachele]   Ad ogni fulmine che saetta fuori dalla finestra, si rannicchia contro il mio petto, nascondendosi nel mio abbraccio fino a quando il fragore del tuono non si é dissolto nel grigio del cielo. Poi riemerge dal nascondiglio, mi guarda con occhi verdi e vivaci, la bocca spalancata, con i riccioli biondi che le cadono sulla fronte. Mi stupisco sempre della sua mimica facciale. Sorride divertita, prima che un nuovo fulmine la convinca a rintanarsi  – ridendo – di nuovo contro di me. Io la abbraccio e la tengo stretta, respiro il suo profumo, come se cercassi di … Continua a leggere Avrai