Se dovessi fermarmi a pensare a una parola da indossare, una di quelle da cucire addosso o da attaccare sulla schiena per farmi conoscere, sceglierei senza esitazione: semplicità.
Semplicità in quello che sono, in quello che faccio, in quello che scrivo e racconto.
È forse la parola che più mi caratterizza, perché arriva senza bisogno di troppe spiegazioni, si lascia comprendere e, allo stesso tempo, aiuta a comprendere l’essenza di ciò che cerco di trasmettere e mettere in atto.
Lo so, probabilmente ci sarebbero tante altre parole, magari più ricercate o più efficaci, per raccontarsi e narrarsi. Ma, a pensarci bene, credo che non serva cercare troppo lontano.
Per come sono fatto, per come vedo le cose e per il modo in cui scelgo di raccontarle, la parola giusta per identificarmi resta proprio questa: semplicità.
Non come qualcosa di banale o superficiale, ma come un modo di essere. Perché, in fondo, credo che la semplicità non significhi togliere valore alle cose, ma riuscire a dare valore alle cose senza complicarle.
Rocco Carta

