Si può subire un atto di violenza anche da chi governa il mondo in cui viviamo:
Quando la fatica del tuo lavoro non ti consente di arrivare a fine mese.
Quando bambini e ragazzi crescono in un mondo che non garantisce loro le stesse opportunità, e i giovani si trovano a dover rinviare sogni, autonomia e futuro, perché le possibilità non sono uguali per tutti.
Quando essere donna significa ancora dover lottare contro un sistema patriarcale che attraversa ogni ambito della società, dal lavoro alla famiglia, dalla rappresentanza al riconoscimento delle proprie capacità, fino alla libertà di scegliere della propria vita.
Quando nessuno sembra voler controllare l’aumento incessante del costo della vita e dei beni di prima necessità; anzi, quando tutto viene giustificato in nome del liberismo.
Quando i tuoi studi, il tuo lungo percorso di formazione e le competenze che hai acquisito non vengono riconosciuti e valorizzati come dovrebbero, né sul piano professionale né su quello economico.
Quando stai male e cerchi un posto per una visita medica, ma i tempi di attesa sono tali da rischiare di compromettere ulteriormente la tua salute. E quando, invece, puoi permetterti di pagarla profumatamente, quella visita diventa improvvisamente disponibile per il giorno dopo.
Quando perdi il lavoro e non intravedi all’orizzonte una possibilità concreta di ricominciare, mentre le spese continuano ad arrivare e la vita non aspetta.
Quando il prezzo di una casa e gli affitti diventano inaccessibili, e avere un luogo in cui vivere, costruire relazioni e sentirsi al sicuro smette di essere un diritto concretamente esigibile e diventa un privilegio riservato a chi può permetterselo.
Quando sei costretto a scegliere tra ciò di cui hai bisogno e ciò che puoi permetterti, come se anche vivere fosse diventato un lusso.
Quando, giorno dopo giorno, ti abitui a rinunciare a qualcosa, fino a rischiare di considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere.
La violenza non è soltanto quella che colpisce il corpo, ma anche quella che logora lentamente la dignità, restringe le possibilità e toglie alle persone la serenità di guardare al futuro.
La libertà non può consistere soltanto nel poter scegliere, se poi non si hanno i mezzi per farlo. E la dignità non può dipendere da quanto si è in grado di pagare.
Una società dovrebbe misurare la propria grandezza non dalla ricchezza che riesce a produrre, ma dalla dignità che garantisce a chi la abita.
La violenza più silenziosa è quella che lascia le persone sole davanti a difficoltà che non dipendono soltanto da loro, fino a farle sentire inadeguate e, talvolta, persino colpevoli di non riuscire a farcela.
È una violenza che non sempre ha un volto riconoscibile, né un responsabile immediatamente visibile, ma che si manifesta nelle disuguaglianze, nelle rinunce forzate e nell’assenza di risposte.
E quando tutto questo diventa normale, quando ci abituiamo a considerare inevitabile ciò che ferisce la dignità delle persone, la violenza ha già raggiunto un altro dei suoi obiettivi: quello di renderci indifferenti.
Rocco Carta


