Non so se il mio agire sia sempre giusto,
se il mio reagire sappia trovare la misura,
se il mio modo di affrontare le cose sia davvero quello migliore.
So soltanto che, se il mio modo di essere fa stare meno bene chi amo,
allora devo avere il coraggio di cambiarlo.
Forse ho sempre creduto
che correre incontro ai problemi
fosse il modo più veloce per lasciarseli alle spalle.
Che anticiparli, prevederli, cercare di risolverli prima ancora che arrivino
potesse impedire loro di fare male.
E invece, a volte, la fretta di sistemare tutto
finisce per scompigliare ancora di più le cose.
L’ansia di trovare una soluzione
prima ancora che esista un problema,
può trasformare un piccolo nodo
in qualcosa di molto più grande.
Non tutto ciò che ci fa paura
ha bisogno di essere risolto subito.
Non tutto ciò che si rompe
deve essere aggiustato in fretta.
Ci sono cose che chiedono tempo,
silenzio, respiro.
E forse devo imparare
a non rincorrere ogni risposta,
a non voler rimettere tutto al proprio posto,
prima ancora che la vita abbia finito di spostarlo.
Perché a volte,
nel tentativo di aggiustare ogni cosa,
rischiamo di stringere troppo ciò che avremmo soltanto dovuto lasciare andare.
Allora rallento.
Respiro.
E faccio un passo,
poi un altro,
senza fretta,
senza il bisogno di sapere già dove porterà.
Perché forse non è importante
quanto presto tornerà tutto al suo posto.
Forse è importante
imparare ad attraversare il disordine
senza volerlo combattere.
Imparare che non ogni silenzio è un problema,
non ogni distanza è una perdita,
non ogni cosa che non comprendiamo
ha bisogno, immediatamente, di una risposta.
A volte basta restare, prendere ossigeno,
lasciare che il tempo faccia la sua parte.
Un passo alla volta.
Rocco Carta

