Che non accada più

https://www.google.com/amp/s/www.rainews.it/amp/articoli/2026/09/che-non-accada-piu-il-dolore-del-padre-di-lorena-diventa-un-appello-alla-politica-85536d62-b807-425c-8b57-010190a5c82b.html

Ci sono dolori davanti ai quali le parole sembrano non bastare.
Ma quelle pronunciate dal papà di Lorena hanno un peso diverso. Perché dentro il suo dolore c’è una richiesta precisa alla politica e alle istituzioni: che una tragedia come questa non venga archiviata insieme alle altre, tra indignazione, dichiarazioni e minuti di silenzio.

“Che non accada più” non può essere soltanto il titolo di un appello.
Deve diventare una responsabilità politica.

Perché ogni volta che una donna viene uccisa non possiamo limitarci a contare una vittima in più. Dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa non ha funzionato, quali segnali non sono stati riconosciuti, quali strumenti sono mancati, quali risorse non sono state messe in campo.

La violenza contro le donne non si contrasta soltanto quando arriva la tragedia.
Si previene prima.

Con la prevenzione, con l’educazione all’affettività e al rispetto, con scuole preparate, con servizi territoriali realmente accessibili, con centri antiviolenza sostenuti e messi nelle condizioni di lavorare, con una rete capace di intercettare il pericolo e proteggere chi chiede aiuto.

E si contrasta anche con una politica capace di smettere di dividersi sulla ricerca del consenso quando servirebbe, invece, la forza di unirsi su una battaglia che riguarda la vita delle persone.

Il dolore di un padre non può diventare una parentesi del dibattito pubblico.
Deve diventare una domanda alla politica: cosa intendete fare, concretamente, perché Lorena non sia soltanto un’altra vittima?

A Franco Isceri e alla sua famiglia va tutta la mia vicinanza, la mia solidarietà e il mio più profondo dolore.

Ma insieme alla vicinanza sento anche il dovere di raccogliere quelle parole.
Perché davanti a una vita spezzata non servono soltanto condoglianze.
Servono responsabilità, coraggio e decisioni.

E se davvero vogliamo “che non accada più”, allora dobbiamo avere la serietà di trasformare quelle quattro parole in politiche, risorse e azioni.
Prima che sia troppo tardi. Ancora una volta.

Rocco Carta

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