Scusate

Oggi vorrei scrivere parole meravigliose per rendere onore alle donne.
Ma, da uomo, non sono riuscito a trovarne che non mi sembrassero vuote, retoriche, insufficienti.

Così mi resta una sola parola.
Una parola che continua a tornare, a sgorgare dalle vene:

scusate.

Scusate perché ancora oggi la strada verso una vera parità è in salita.
Perché esiste ancora la cultura del possesso.
Perché troppo spesso non siamo capaci di uscire da schemi costruiti sulla sottomissione.

Scusate per il sangue che continua a essere versato.

Perché non bastano più lacrime.
Non bastano più frasi fatte.
Non bastano più parole.

Servono azioni.

Scusate perché ancora oggi si sentono parole e appellativi rivolti a voi davanti ai quali troppi uomini ridono, invece di provare vergogna anche solo per averli ascoltati.

E allora sì, oggi dico scusate.

Perché questo non è una festa, come molti ancora credono.
È un giorno che dovrebbe ricordarci quanto lavoro, quanta responsabilità e quanto cambiamento servano ancora.

E il cambiamento non deve partire dalle donne.
Deve partire da noi uomini.

Dal nostro silenzio quando dovremmo parlare.
Dalle nostre risate quando dovremmo provare vergogna.
Dalla nostra indifferenza quando dovremmo prendere posizione.

Finché tutto questo non cambierà,
non sarà una festa.

Sarà una responsabilità.

Rocco Carta

«Educare è incontrare persone. Scrivere è custodirne il passaggio.»

3 pensieri su “Scusate

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