
Curo il tempo, o almeno ci provo, ma lui mi scivola addosso mentre corro per arrivare puntuale a qualcosa che spesso non ricordo nemmeno di aver scelto.
E, nella fretta, dimentico sempre il bagaglio.
Allora è la vita a raggiungermi.
Cammina al mio passo, mette piccoli inciampi sul percorso per costringermi a rallentare, a respirare, a tirare il freno.
Mi conduce verso un posto quieto, un rifugio minimo dove posso lasciare una traccia, dove l’immaginazione trova spazio per allargarsi e le fantasie spalancano porte a storie che premono per esistere, per essere lette, per essere ascoltate da qualcuno, da qualche parte.
È lì che ascolto davvero.
I battiti del cuore diventano parole.
La fantasia tesse fili invisibili e guida l’inchiostro sul foglio.
Su quel foglio, per un istante, divento leggero.
Senza ansia. Senza fretta.
Solo intento a meritare, se possibile, il privilegio di essere un umile servo della narrazione.
Non per un applauso.
Non per una vittoria personale.
Ma per il semplice, ostinato tentativo di raggiungere il cuore di chi, un giorno, incontrerà queste parole.
Rocco Carta
“Educare è incontrare persone. Scrivere è custodirne il passaggio.”

