7 febbraio – Giornata contro il bullismo e il Cyberbullismo

In questa giornata importante vorrei affrontare la tematica partendo da una pagina del mio libro Il diario del piccolo Mario
È una pagina che, ogni volta che viene letta nelle classi delle scuole medie e superiori, genera emozioni, domande, silenzi carichi di significato e momenti di dibattito autentico.
Perché, anche se la storia è ambientata nel 1982/83, parla ancora con forza al presente.

Mario racconta una giornata apparentemente normale: un buon voto in ginnastica, il recupero di alcune insufficienze, la vita scolastica che scorre. Poi c’è Nicola, “il capo dei bulli”, sospeso per aver minacciato un bidello con un estintore. Un gesto violento che porta a una punizione. Ma è ciò che emerge subito dopo, a spiazzare lettori grandi e piccoli.

Mario scopre che dietro la rabbia di Nicola c’è un padre violento, una casa piena di urla, una famiglia che vive nella paura. E mentre un compagno ride per la sospensione, lui prova pena.
Una pena scomoda, difficile da ammettere, soprattutto verso qualcuno che “non sopporta”. È in questo passaggio che il diario smette di essere solo una testimonianza infantile e diventa uno strumento potente di riflessione.

Il bullismo non è mai un fenomeno isolato. Spesso è il sintomo visibile di una violenza più profonda, silenziosa, che si consuma altrove. Non giustifica i comportamenti, ma aiuta a comprenderli. E comprendere non significa assolvere, bensì intervenire in modo più efficace.

Nel 1982 i cortili, la scuola, la strada, gli oratori, i ritrovi per i ragazzi erano luoghi dove, a volte, avvenivano scontri, minacce e si creavano alleanze.

Oggi Il diario del piccolo Mario viene letto in molte classi, a partire dalla scuola secondaria di primo e secondo grado, ed è significativo notare come questa pagina colpisca sempre profondamente ragazze e ragazzi.

Durante le letture ad alta voce in classe, capita che il silenzio si allunghi più del solito. Poi arrivano le domande:
Ma allora anche i bulli possono stare male?”, “È giusto provare pena per qualcuno che fa del male?”, “Se nessuno lo aiuta, come può cambiare?”, “Intervenivano i servizi sociali?”, “La scuola interveniva?”…


Alcuni studenti raccontano episodi vissuti od osservati, altri restano in ascolto, visibilmente toccati.
Lo sguardo di Mario diventa così uno specchio: aiuta i ragazzi a riconoscere che, dietro certi comportamenti aggressivi, possono nascondersi anche storie familiari difficili, senza mai perdere di vista il dolore delle vittime.

È spesso da questa pagina che nascono i confronti più veri, quelli che non si fermano alle definizioni, ma invitano a riflettere sul senso di responsabilità, sul ruolo degli adulti e sull’importanza di chiedere aiuto.
Per molti studenti, Nicola smette di essere solo “il cattivo” e diventa il simbolo di una violenza che si trasmette, se non viene intercettata e spezzata.


Oggi a quei luoghi, a quei cortili, a quelle strade, si è aggiunto uno spazio nuovo, invisibile e pervasivo: il web.
Il cyberbullismo amplifica l’umiliazione, la rende continua, potenzialmente infinita. Ma il meccanismo emotivo è lo stesso: chi colpisce spesso è stato colpito a sua volta.

La pagina del diario si chiude con un senso di inquietudine: Mario avverte che qualcosa non va, che la catena della violenza non si è spezzata, solo rimandata.
È una sensazione che conosciamo bene anche oggi. Per questo la Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo non dovrebbe essere solo una ricorrenza, ma un invito a guardare più a fondo.

Ascoltare, educare, intervenire presto e, soprattutto, insegnare ai ragazzi e agli adulti che, dietro ogni atto di bullismo, c’è una storia che merita attenzione, senza mai perdere di vista la tutela delle vittime.

Ogni volta che rileggo questa pagina insieme ai ragazzi, mi ricordo che il bullismo non è mai solo una questione di colpe, ma sempre una richiesta d’aiuto che qualcuno, prima o poi, deve imparare ad ascoltare.

Perché cambiano gli anni, cambiano i contesti, ma il bisogno di protezione, comprensione e responsabilità resta lo stesso.

Rocco Carta

P.S.

Il diario del piccolo Mario lo trovate sul sito di Edizioni Underground?:

https://www.edizioniunderground.it/ildiariodelpiccolomario

Lo ordinate e vi arriva comodamente a casa o nelle scuole e classi che vorranno leggerlo.

Oppure lo trovate in tutti gli store digitali.

Un libro per tutte le età.

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