
Fa freddo.
Ma non è solo colpa dell’aria
o delle stagioni.
È un freddo che nasce dentro,
un gelo che scende lungo la schiena
portato dalle brutture del mondo,
da notizie che tagliano il respiro,
da parole lasciate cadere senza pietà,
commenti che non fanno altro
che addensare il ghiaccio.
È il freddo di un’umanità smarrita,
di una mancanza che non avrei mai creduto
di dover vedere,
di dover ascoltare.
Fa freddo,
e devo portare fuori il cane,
in quello che dovrebbe essere
il freddo vero,
quello dell’inverno.
Eppure lo scelgo.
Gli vado incontro.
Perché nessun vento,
nessuna notte,
sarà mai più gelida
della mancanza di umanità.
Rocco Carta

