
Avevo il capello mosso, e mi sentivo mosso anch’io.
Un piccolo disordine tra i fili e dentro di me.
Così, per rimettere in riga almeno una parte del caos, ci ho dato un taglio.
Non più scapigliato, ma reattivo: un gesto netto, quasi simbolico.
Ricresceranno, come sempre fa ciò che vive.
Intanto mi godo il mio fragile tentativo di ordine, in questo pomeriggio di sole.
Rocco Carta


A volte la nostra inquietante Essenza non sta bene, ha bisogno di serenità, almeno quella e non importa il nostro aspetto esteriore, serve quella calma che si sente nelle ossa come fosse la nostra ombra che appare e scompare coi riflessi della luce , siamo sempre noi che gestiamo il nostro io interiore e quello ha bisogno della logica e della nostra razionalità e un po’ di resilienza per adattarci a ciò che ci porta un po’ di sconforto e di scompiglio e non sono i capelli.Dolce Sera !🙋🏻🙏🏻
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Esatto, li ho usati come metafora perché erano fuori posto, esattamente come il mio Io interiore.
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