Il gioco del se…

Un giorno, un gruppo di bambini stava passeggiando all’interno di un parco.
Il sole del primo pomeriggio illuminava la giornata e i colori della primavera, esplosi in ogni tonalità intorno a loro, rasserenavano i loro animi.

Una bambina si guardò intorno e notò che quello spazio verde era, in realtà, molto sporco.
Decise allora di fermare il gruppo e fece una proposta:

— «Ragazzi, vi va di fare un gioco?»
— «Certo!» risposero in coro. «Quale?»
— «Il gioco del se…»
— «Il gioco del se? Non l’abbiamo mai sentito! Ce lo spieghi?»
— «Ok, ascoltatemi bene: noi siamo in cinque, giusto? Ognuno di noi, per cinque giorni, dovrà pensare e dire una frase che cominci con un se… e subito dopo, tutti insieme, dovremo mettere in pratica ciò che abbiamo detto. Capito?»
— «Veramente no!»
— «D’accordo, comincio io! Allora… se tutti insieme iniziassimo a pulire questo parco?»
— «Uh, che noia!» risposero in coro gli altri bambini.
— «Dai, proviamoci! Potrebbe essere addirittura divertente!» ribatté la bambina.
— «Ok, facciamolo!»

Corsero ognuno a casa propria per recuperare guanti, sacchi dell’immondizia, scope e palette, poi tornarono nel parco.
Cominciarono a raccogliere carte, avanzi di cibo, bottiglie di vetro e cicche di sigarette, attirando l’attenzione delle persone sedute sulle panchine o di passaggio.
Piano piano, anche i grandi iniziarono ad alzarsi e a unirsi ai bambini in quella attività.

In men che non si dica, il parco era pulito.
I bambini erano davvero felici — e così tutte le persone attorno a loro, soddisfatte e sorridenti.
Tutto, semplicemente, grazie alla forza di un esempio.

Il giorno successivo.

“Bene, ora tocca a me!” disse un altro bambino del gruppo.

“Allora, se… tutti noi piantassimo dei fiori qui nel parco, così rimarrebbe sempre bello e colorato?”

“Ottima idea!” gridarono gli altri entusiasti.

Presero dei piccoli vasi, palette e bustine di semi. Alcuni adulti, che il giorno prima li avevano visti all’opera, si offrirono di aiutarli. Insieme scavarono piccole buche, piantarono margherite, tulipani e girasoli e poi innaffiarono tutto con cura.
Dopo qualche giorno, i primi germogli iniziarono a spuntare e il parco si riempì di colori nuovi. I bambini si sentivano orgogliosi: era come se il parco sorridesse di nuovo.

Il terzo giorno, un’altra bambina disse:

“Ora tocca a me! Se… provassimo a regalare un sorriso a chi sembra triste?”
Gli altri si guardarono un po’ perplessi, ma poi annuirono.
Camminando per il parco, notarono un signore anziano seduto da solo su una panchina. I bambini gli si avvicinarono e iniziarono a chiacchierare con lui. Gli raccontarono del loro gioco del “Se…” e di come il parco fosse tornato bello grazie a tutti.
L’uomo sorrise, poi rise di gusto e raccontò a sua volta di quando, da bambino, giocava nello stesso parco. I bambini lo ascoltarono attenti, felici di avergli portato un po’ di allegria.

Passarono ancora due giorni, e tutti e cinque i bambini fecero la loro parte del gioco, inventando ogni volta un nuovo “se” pieno di gentilezza.
Alla fine della settimana, il parco era cambiato. Ma, più di tutto, erano cambiati loro e le persone che lo frequentavano: più sorrisi, più rispetto, più collaborazione.

Uno di loro, guardando il tramonto, disse piano:
“Forse il nostro gioco non dovrebbe finire mai…”
E gli altri risposero insieme:
“Già… perché a volte basta solo un ‘se’ per cambiare qualcosa nel mondo.”

Ogni piccolo gesto, se fatto con il cuore, può trasformare ciò che ci circonda. Tutto comincia con un semplice “se”.

Rocco Carta

Lascia un commento