Maschile tossico

Il maschile tossico. Su questo bisogna lavorare, di questo noi “maschi” ci dobbiamo liberare.
Un maschile inculcato da secoli e secoli di patriarcato da altri maschi che mandavano a morire uomini, in battaglie, per rimanere per sempre nella gloria.
Maschile tossico che comincia fin da piccoli, quando si dice a un bambino:
“Non giocare con quei giochi, sono da femmina!” oppure “ti piace il rosa? Ma non sei una femminuccia” o ancora “non piangere, devi essere forte” e amenità del genere.
Maschile tossico che appella le donne, quando si vuole offendere o meglio ferire con appellativi sessisti. Quando un uomo che ha tante relazioni diventa un eroe e la donna, chissà come mai, una poco di buono. Quando si entra nelle relazioni cominciando a credere che la donna sia una proprietà: nessuno è proprietà di nessuno.
Maschile tossico, quando la fragilità altrui viene derisa, presa in giro, affossata.
Maschile tossico quando si rimane all’interno di quel maledetto slogan “per l’uomo che non deve chiedere mai!”
Maschile tossico, quando ti dicono che devi menare, che se vuoi essere uomo devi saperti difendere, che se uno ti dà una spallata per strada, se ti fissa, lo devi attaccare.
Maschile tossico quando gli eroi sono personaggi che ostentano ricchezza e mostrano il fisico dalla mattina alla sera e non importa se compiono atti delinquenziali e comportamenti da non imitare, diventano modelli e gli sfigati, invece, sono gli altri, quelli che si prendono cura delle persone, quelli che studiano, quelli che perdono tempo a cercare di migliorare il mondo.
Questo è il maschile tossico. Cultura del possesso, dello stupro e della violenza. Qualcosa che ha fatto enormi danni da sempre, qualcosa che non si può più far finta di non vedere. Qualcosa che va cambiata. Ed è ora che noi “maschi”, noi per primi, iniziamo a rendercene conto e a cancellare questa tossicità.

Rocco Carta

Questo piccolo mio pensiero, arriva da un post che avevo scritto su Facebook, sull’onda emotiva dovuta agli ultimi gravi fatti di cronaca.

Ho deciso di pubblicarlo anche qui sul blog.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...