Il viaggio del piccolo Mario continua: nuove scuole, nuove emozioni

Anche quest’anno docenti e studenti scelgono il libro per riscoprire la Milano dei primi anni Ottanta, tra ricordi, emozioni e nuove avventure.

Quando scrivi una storia, non sai mai fino a dove potrà arrivare. E forse è proprio questa la magia più grande: scoprire che, a distanza di anni, continua a emozionare e a incontrare nuovi cuori.

Non posso che essere profondamente grato, e lo dico davvero con il cuore in mano, alle e ai docenti che anche quest’anno hanno scelto Il diario del piccolo Mario per accompagnare le loro alunne e i loro alunni in un viaggio tra le pagine di questa storia.

Sapere che altre ragazzine e altri ragazzini si tufferanno in queste pagine, scritte dalla mia penna (o tastiera!), è qualcosa che ancora oggi faccio fatica a descrivere. Mi riempie d’orgoglio e di una commozione difficile da raccontare.

Perché Il diario del piccolo Mario non è soltanto un libro. È un pezzo della mia vita, un frammento della storia di tante amiche e tanti amici, un omaggio a un mondo che ha preso forma nella Milano dei primi anni Ottanta. Un mondo fatto di ricordi, emozioni, esperienze e piccoli grandi momenti che, anche a distanza di tanti anni, continuano a parlarci.

E sapere che tutto questo potrà arrivare a nuove lettrici e a nuovi lettori, che potranno scoprire, immaginare, emozionarsi e magari ritrovare qualcosa di sé tra quelle righe, è un dono immenso.

Alcune classi hanno già ordinato il libro, che sta raggiungendo le loro scuole; altre lo ordineranno nei prossimi giorni. E a tutte loro voglio dire una cosa: una volta terminata la lettura, se lo desidereranno, sarà per me un grandissimo piacere venire a trovarle, incontrare le ragazze e i ragazzi, ascoltare le loro impressioni e condividere con loro questo piccolo, grande viaggio.

Naturalmente, l’invito è aperto anche a tutte le classi che decideranno di leggere il libro in futuro. Perché, se c’è una cosa bella di questa avventura, è proprio la possibilità di incontrarsi attraverso una storia.

E poi c’è la mia scuola, quella in cui lavoro. Anche quest’anno, insieme a me, alcune classi di prima media leggeranno Il diario del piccolo Mario. E questo sarà possibile grazie alle splendide docenti che hanno creduto ancora una volta in questa proposta, dando vita, anche quest’anno, a quella che ormai sento un po’ come una piccola tradizione: l’ora di lettura del Diario del piccolo Mario.

Tutto questo ha un valore che non si può misurare, né comprare. È qualcosa di impagabile. E io non posso che dire grazie, con il cuore colmo di gratitudine e gli occhi pieni di emozione.

Come ho detto tante, tantissime volte, il viaggio del piccolo Mario continua. Continua nelle scuole, tra i banchi, nelle mani di chi legge e, soprattutto, nel cuore di chi decide di accogliere questa storia.

Perché Il diario del piccolo Mario è un libro per tutti. Per chi quegli anni li ha vissuti e per chi può soltanto immaginarli. Per chi ritroverà un pezzo della propria storia e per chi, attraverso quella di qualcun altro, scoprirà qualcosa di nuovo.

E mentre questo viaggio prosegue, il piccolo Mario guarda già avanti, verso le nuove avventure che ho promesso. Se tutto andrà come previsto, presto avrò qualcosa da raccontarvi…

Per ora, però, voglio fermarmi qui e godermi tutto questo. Perché ogni libro che arriva a un nuovo lettore è una storia che ricomincia. E ogni volta che una storia ricomincia, in qualche modo, ricomincia anche un pezzetto di chi l’ha scritta.

Grazie infinite a tutte e a tutti voi che continuate a credere in questo viaggio.

Vi abbraccio immensamente.

Rocco ❤️

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