Assaggiare il cielo

Decollare,
lasciare il suolo, salire oltre le nuvole, sentire il peso del vuoto mentre la terra si allontana dalle nostre spalle e dalle nostre suole.

Forse è proprio questo il senso del volare: sentire il peso che ci abbandona, un poco alla volta, fino a ritrovarsi leggeri.

Il cielo ti accoglie tra luce e azzurro, mentre nuvole bianche disegnano figure sospese: giganti buoni, animali docili, campi immensi di batuffoli di cotone.

Da quassù tutto sembra diverso.
Il rumore si fa lontano, le distanze si accorciano e dentro di te si apre uno spazio nuovo, silenzioso. Uno spazio in cui puoi incontrare te stesso e comprendere che, forse, si può volare anche senza ali, che può accadere anche senza averlo sognato.

Basta guardare il mondo da un’altra prospettiva, lasciando che le sfumature che hai sempre visto da sotto si mescolino a quelle che soltanto da quassù puoi scoprire. Per un istante, tutto sembra leggero.

Poi arriva l’atterraggio.

La terra torna incontro ai piedi e il peso di ciò che avevi lasciato al decollo ritorna lentamente ad ancorarti. Le cose riprendono il loro posto, il cielo si allontana e tu torni a essere parte di quel mondo che, per qualche minuto, avevi guardato da lontano.

Ma qualcosa è cambiato.
Perché quando hai assaggiato il cielo, anche solo per un istante o durante un viaggio, una parte di te continua a guardare in alto.
E così torni a sognare di volare

Rocco Carta

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