Il seme della mia curiosità

Foto di Wanetza

Curioso,
come terra che attende la pioggia,
sento dentro l’urgenza del sapere,
il richiamo silenzioso del comprendere.
È lì che nasce il seme:
nella fame quieta di conoscere.


Scavo, attraverso, mi spoglio dei pregiudizi,
ascolto.
Cerco l’anima, e l’animo,
di chi mi sta di fronte,
come si cerca una luce nel profondo.


Quel seme non l’ho mai abbandonato:
l’ho custodito, difeso dal rumore,
nutrito con pazienza.


L’ho visto germogliare
tra dubbi e scoperte,
e lo curo ancora, ogni giorno,
con la dedizione lenta
di un maestro bonsaista.


Sono curioso
del visibile e dell’invisibile,
di ciò che conosco
e di ciò che ancora mi sfugge.
Curioso dell’incontro,
di quell’attimo fragile in cui l’altro si rivela.


Curioso del futuro,
che non si lascia afferrare
ma solo intuire.
Questo sono:
un uomo in cammino,
abitato dalla conoscenza.


E tutto il resto,
frivolezza, rumore, superficialità,
resta fuori,
lontano da questo seme.


Rimane solo questo,
come un sussurro che ritorna:
coltivare la curiosità,
custodirla,
lasciarla crescere.
Perché è lì
che vivo davvero.

Rocco Carta

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