
Entrare in una scuola con il proprio libro tra le mani fa sempre un certo effetto. Ma quando quel libro è Il diario del piccolo Mario, ogni incontro assume un significato ancora più profondo.
Guardare negli occhi gli studenti, ascoltare le loro domande, percepire il loro silenzio nei momenti più intensi e vedere nascere riflessioni sincere è il regalo più grande che un autore possa ricevere. In quei volti ho rivisto il senso del percorso che mi ha portato a scrivere questa storia: dare voce a emozioni, ricordi e valori che meritano di essere condivisi.
Non sono andato al Carlo Porta semplicemente a presentare un libro. Ci sono andato per incontrare persone. E sono tornato a casa con molto più di quello che ho portato.
Ogni ragazzo che si emoziona, ogni docente che sceglie di dedicare tempo alla lettura e al confronto, ogni domanda che nasce dal cuore mi ricorda che i libri non finiscono nell’ultima pagina: continuano a vivere dentro chi li legge.
Grazie di cuore alle docenti e a tutti gli studenti dell’IPSEOA Carlo Porta di Milano per l’accoglienza, l’ascolto e l’affetto che mi avete dimostrato.
Sono giornate come questa che mi fanno capire che Il diario del piccolo Mario sta davvero trovando la sua strada. E, insieme a lui, forse anche un pezzetto della mia.
Dalla pagina del Magazine della scuola:

