Il telegiornale delle buone notizie

Vorrei essere, per un giorno, il direttore di un giornale.
Anzi, molto di più: il direttore di un telegiornale.
Così potrei arrivare, in diretta, nelle case di tutti
a portare buone notizie.
Ma esistono ancora notizie buone da dare?
Fatemi pensare…


Dunque, potrei annunciare a tutti i bambini del mondo
che, al loro risveglio, vedranno un arcobaleno.
Potranno salirci sopra
e sporcarsi i vestiti di tutti i colori
senza essere sgridati.


Potranno fare merenda assaggiando dolci
da ogni parte del mondo,
senza fare indigestione.
E, soprattutto, potranno essere ascoltati
su tutto ciò che, secondo loro,
non va in questo mondo
e, attraverso la loro sincera innocenza,
iniziare a rimettere a posto
quello che gli adulti
non sono stati capaci di fare.


Poi potrei annunciare agli adulti,
a tutti gli adulti:
ai potenti e alle star,
ai campioni e ai professori,
e anche a me stesso,
che tutto ciò che i bambini diranno
dovrà essere ascoltato.
E non solo ascoltato,
ma messo in pratica,
se non vorranno che questo pianeta
crolli con un grande sconquasso.


Infine potrei annunciare
a tutti gli anziani del mondo
che potranno tornare bambini:
giocare a un, due, tre stella,
fare le bolle di sapone,
scambiarsi le figurine,
e ottenere, per ogni capello grigio,
il permesso di dare un consiglio
senza essere interrotti.


Se fossi il direttore di un telegiornale,
vorrei annunciare cose belle per tutti,
perché è di bellezza
che dobbiamo circondarci.
Ma siccome non sono un direttore di telegiornale,
e nemmeno uno che saprebbe
leggere il gobbo senza sbagliare,
per oggi
niente edizioni straordinarie.


Facciamo così:
ognuno racconti all’altro
una buona notizia,
anche piccola,
anche un po’ storta.
E se domani
le brutte notizie
saranno ancora tante,
pazienza.
Avremo già cominciato
a togliergli
un po’ di spazio.

Rocco Carta

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